Friuli Venezia Giulia

Confesercenti Fvg sul passaggio alla zona rossa

«A un anno di distanza dal primo lockdown, siamo tornati al punto di partenza», Marco Zoratti, vice presidente di Confesercenti Fvg ha commentato con amarezza la notizia del declassamento della regione.

Il passaggio da arancione a rosso impone anche la chiusura dei negozi, dopo quella di bar e ristoranti stabilita appena una settimana fa.

«Evidentemente un intero anno di Covid-19 non ha insegnato niente – ha aggiunto il direttore regionale Alberto Cicuta -.
Da lunedì torniamo in zona rossa come nel marzo 2020, stessa sorte che ci spetterà nelle giornate pasquali e, con ogni probabilità, temo, analogo provvedimento sarà predisposto anche nel periodo fra il 24 aprile e il primo maggio. Insomma, è evidente che qualcosa non ha funzionato e a pagarne le conseguenze sono sempre le piccole attività».

Bar, pubblici esercizi, negozi, e il comparto del turismo, malgrado i ristori, sono allo stremo.
É di appena qualche giorno fa un dossier di Confesercenti nazionale che stima come in Fvg siano ben 1316 imprese – fra pubblici esercizi e negozi di abbigliamento – a rischio chiusura, entro il 2021.
Una catastrofe economica, come è stata definita nel documento.

«Per far fronte a tutto questo sarebbe auspicabile una moratoria a sostegno delle microimprese, che altrimenti non avranno modo di ripartire quando la situazione si normalizzerà».
Una normalità che, ha chiuso Zoratti, «sappiamo bene essere legata agli esiti della campagna vaccinale, che stenta a decollare e che auspichiamo venga rafforzata come annunciato».

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