Treviso

Confartigianato/Misure in Legge di Bilancio insufficienti

«Le misure previste dalla Legge di Bilancio in materia di accesso al credito e di sostegno alla liquidità non sono sufficienti a garantire alle nostre imprese l’ossigeno necessario».
Quanto rileva e chiede per i soci Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana .
«La fine della cosiddetta moratoria di Stato ed il progressivo riallineamento del sistema pubblico delle garanzie rischiano di trasformare il graduale ritorno alla normalità in una ulteriore morsa per le imprese che impedisce loro di consolidare una ripresa possibile o, addirittura, di compromettere definitivamente chi non è riuscito ancora ad agganciarla».

Il Consorzio Veneto Garanze, organismo del credito promosso da Confartigianato, ha garantito nel 2021 oltre 1.200 i finanziamenti totali erogati dal sistema bancario per un totale importo erogato superiore a 81 milioni di euro.
Di questi, oltre 500 riguardano la provincia di Treviso che presenta un totale di finanziamenti erogati superiore ai 33 milioni di euro e che costituisce il 41% del totale dei finanziamenti erogati nell’anno dal Consorzio.

A questi vanno poi aggiunti i quasi 300 finanziamenti erogati direttamente dal Consorzio a favore delle imprese socie, attraverso l’utilizzo della provvista pubblica messa a disposizione dalla Regione Veneto, che ha permesso l’erogazione di credito diretto per quasi 11 milioni di euro.
Anche in questo caso, oltre 3,5 milioni sono stati erogati a favore delle imprese trevigiane, le quali hanno potuto beneficiare dei finanziamenti a costo zero per gli importi fino a 35 mila euro e a tasso agevolato per gli importi fino a 50 mila euro.

Visto il recente rifinanziamento della provvista da parte della Regione, il Consorzio prevede di continuare a finanziare direttamente le imprese a condizioni agevolate, anche nel primo semestre 2022, ma non oltre.
Occorre ricalibrare le politiche di sostegno al sistema produttivo», sottolinea il presidente Bernardi, «per rispondere alla situazione di elevata incertezza provocata dalla recrudescenza della pandemia, dalla forte crescita dei costi energetici e dalla costante difficoltà di approvvigionamento delle materie prime».

Sullo sfondo c’è l’invito al Governo a sensibilizzare le istituzioni europee per evitare l’introduzione di ulteriori rigidità della regolamentazione bancaria che rendono ancora più selettivo e complicato l’accesso al credito per le imprese, specialmente quelle di minori dimensioni.
Il “sistema Confartigianato”, a fronte di questa incertezza normativa, ha messo in campo una serie di strumenti a favore delle imprese.
Potrà, infatti, essere utilizzata per i finanziamenti diretti erogati dal Consorzio Veneto Garanzie anche la provvista messa a disposizione dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno.
Ciò consentirà al Consorzio di concedere finanziamenti diretti a condizioni favorevoli alle imprese per un ulteriore milione di euro.

Significativa anche l’operatività sviluppata attraverso le risorse messe a disposizione dai Comuni trevigiani “Fund Comuni”. Sono state ben 58 le Amministrazioni trevigiane che hanno finanziato l’iniziativa dei fund e che hanno permesso l’erogazione di oltre 250 finanziamenti alle imprese per oltre 5 mln di euro, senza alcun costo per la garanzia e a un tasso di interesse bancario agevolato pari allo 0,70% senza ulteriori costi.
Un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato nel quale le associazioni mandamentali di Confartigianato si sono impegnate a dare seguito all’iniziativa consentendo un’iniezione di liquidità a basso costo per le imprese del territorio.
L’azione ha riscosso successo al punto che numerosi Comuni hanno provveduto a rifinanziarla anche per il 2022.

«Fondamentale il contributo della Camera di Commercio, dei Comuni trevigiani e degli enti e istituzioni locali», fa notare Oscar Bernardi, «dato che la mancanza di credito alle imprese avrebbe strozzato sul nascere la ripresa, per non parlare delle difficoltà ad affrontare l’aumento dell’energia e delle materie prime».

Resta l’incognita delle imprese alle quali è scaduta la moratoria al 31 dicembre e che hanno difficoltà a pagare le rate del mutuo. Queste imprese dovranno ricorrere a una ristrutturazione del debito per diminuire l’importo della rata, ma rischieranno che il loro finanziamento venga classificato come “credito deteriorato”, come previsto dalle regole in vigore dell’EBA, con un peggioramento del loro rating, un maggior costo del credito e la conseguente impossibilità di ottenere nuova finanza. «Sarà dunque necessario», conclude Bernardi, «ricercare una modalità che assicuri alle imprese in difficoltà la possibilità di prolungare la scadenza dei mutui e delle altre esposizioni senza precludere il loro futuro accesso al credito».

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