Treviso

Confagricoltura Treviso preoccupata del futuro del Consorzio Agrario

Treviso – «Non posso nascondere che ciò che stiamo leggendo in queste settimane riguardo ad una possibile operazione di “annessione” del Consorzio Agrario di Treviso e Belluno in un network più ampio di società ci preoccupa non poco» commenta Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Presidente di Confagricoltura Treviso.

«Il futuro delle eccellenze del nostro settore credo sia affare di tutti, non solamente di un’unica Associazione, e credo sia giusto – arrivati a questo punto – esprimere alcuni dei dubbi che so essere condivisi non solo dai soci di Confagricoltura, ma anche da altri soggetti del territorio direttamente interessati dalla vicenda».

«Credo sia giusto fare una premessa: non siamo contrari a priori ad operazioni industriali solide, che vengano anticipate da piani industriali concreti e dettagliati, che permettano a tutte le componenti coinvolte di fare valutazioni oggettive sulla portata dell’iniziativa intrapresa» continua Bonaldi. «Ma tutto ciò, in questo caso, non è accaduto.

Tutte le informazioni che abbiamo, infatti, ci sono arrivate a mezzo stampa, e credo che questo sia già un primo grande problema, segno di poca trasparenza. Non tutti possono fare un atto di fede, soprattutto in questo momento storico, e lasciare che le cose accadano senza aver prima le dovute certezze».

«In secondo luogo, riteniamo che l’ingresso in un nucleo esteso di consorzi non andrebbe a creare alcun valore aggiunto per il Consorzio Agrario trevigiano, che anzi rischierebbe nel medio lungo periodo un livellamento critico verso il basso delle proprie prestazioni e della qualità dei propri servizi. E questo lo diciamo perché abbiamo ben chiara la debolezza di alcuni dei soggetti a cui il Consorzio si andrebbe ad unire, e la bassa capacità gestionale che alcuni di questi hanno dimostrato negli anni. Ci sono tutti i presupposti per un fallimento».

«La nostra volontà, sia chiaro, non è quella di distruggere, ma quella di portare nuove proposte. Piuttosto di puntare senza successo al rafforzamento sul mercato globale – in cui comunque molte aziende della Marca sono già presenti con ruoli di grande importanza -, pensiamo piuttosto al consolidamento della nostra presenza sul mercato nordestino e nazionale: è davanti agli occhi di tutti la situazione economica mondiale, non abbiamo certezze su quello che succederà nei prossimi mesi. Oggi più che mai, quello che porta lontano è la politica della concretezza.

Quello che serve, a mio parere, è un progetto condiviso, che veda coinvolti ed uniti tutti i soggetti dell’agroindustria trevigiana, e che veda il Consorzio Agrario di Treviso e Belluno non come oggetto di integrazioni, ma come soggetto accentratore. Sono certo che, attorno ad una prospettiva del genere, potremmo mettere d’accordo tutti. Noi, come sempre, restiamo a disposizione».

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