Veneto

Centrata in rotonda/Per il verbale ha ragione, per la sua Assicurazione invece ha torto

Più di due anni e mezzo non le sono bastati per ottenere il risarcimento – dalla sua assicurazione peraltro – per gli ingenti danni subiti in seguito a un incidente stradale in cui ha ragione.
E’ una battaglia senza fine quella che sta portando avanti, assieme a Studio3A che la assiste, una oggi 45enne della vicentina Conco che ha avuto la sventura di restare coinvolta in un brutto sinistro occorso il 4 gennaio 2019, alle 14.30, a Bassano del Grappa, all’interno della rotatoria tra viale De Gasperi, viale Moro e via Rosmini.


La donna, che proveniva da viale Moro alla guida della sua Audi A3, nella quale trasportava anche il figlio allora 13enne, si fermò regolarmente una volta giunta al rondò, diede la precedenza a due veicoli che vi stavano transitando e, quando la strada fu libera, ripartì per proseguire diritta, in direzione di via Rosmini.
Dopo aver già abbondantemente completato la manovra di immissione, però, la sua vettura fu colpita con violenza sul lato posteriore sinistro da una Ford Focus C-Max condotta dall’oggi 31enne di Costabissara che si immise nella rotatoria (dopo) da viale De Gasperi, senza fermarsi per darle la precedenza e per di più a velocità sostenuta, come dimostra il fatto che il veicolo si arrestò a svariate decine di metri di distanza dall’urto.


Un impatto violento: l’Audi A3 andò in testa coda ed esplosero gli airbag.
Per fortuna la mamma e il figlioletto non riportarono lesioni gravissime.
Peggio la mamma che riportò un serio trauma cervicale con conseguente prescrizione del collare, ebbe a lungo anche problemi di vista ad un occhio, determinati dallo scoppio dell’airbag.
Si dovette assentare per un mese dal lavoro.
Senza contare poi gli ingenti danni materiali: circa settemila euro, come da preventivo del carrozziere a cui si rivolse.
Caso volle che sia la 45enne che l’altro automobilista fossero assicurati con UnipolSai, cosa che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto agevolare le cose.


Come previsto dal Codice delle assicurazioni, trattandosi di una cosiddetta “micro-lesione”, Studio 3A ha chiesto i danni in regime di risarcimento diretto alla compagnia della sua assistita.
E invece niente.
La compagnia ha continuato a rifiutarsi di formulare qualsiasi offerta risarcitoria sostenendo che l’assicurata sarebbe l’esclusiva responsabile del sinistro per aver mancato la precedenza, quand’è chiaro dal verbale acquisito (c’è voluto un bel pezzo) dalla polizia locale dell’Unione montana del Bassanese, che la responsabilità è esclusivamente del conducente dell’altra vettura.
Per UnipolSai invece non si pone neanche un concorso di colpa.
A questo punto non resterà che adire le vie legali, nella certezza che alla fine il giudice darà ragione alla quarantacinquenne, ma anche con l’amara consapevolezza che ci vorranno altri anni per chiudere la spiacevole e dispendiosa vicenda.

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