Venezia

Cavallino Treporti/Il sasso scagliato contro la vogatrice

Un sasso grande quanto una pallina da tennis: vogava e per mera fortuna è stata solo sfiorata dal proiettile lanciato da qualche irresponsabile, secondo la nuova moda che ricalca gli esempi del passato dei sassi lanciati dai cavalcavia sulle auto in corsa.
«Sono profondamente amareggiata per questo episodio,» l’esordio della sindaco Roberta Nesto «alla vogatrice che ha corso un tale rischio e alla società sportiva vanno tutta la mia solidarietà e vicinanza e come amministrazione forniremo tutto il nostro supporto alle forze dell’ordine affinché sia individuato l’autore di una azione così vile e possa essere comminata una adeguata punizione,» le parole vibranti del sindaco, che continua a non capacitarsi come giovani adolescenti possano essersi macchiati di un simile gesto.

«Chi lancia lo fa con il proposito di colpire, è necessario che questi ragazzi comprendano che in tal modo si assumono la responsabilità di ciò che ne può conseguire e con loro i loro genitori. Si tratta di una aberrazione totale, forse dovuta alla noia, alla necessità di una emozione forte, conclusioni che non sono accettabili, solo per la situazione difficile che oggi tutti noi siamo chiamati a vivere,» le considerazioni del sindaco.
«Chiedo ai genitori di essere vigili, prestare attenzione alle azioni dei propri figli, perché un gesto dettato dalla noia, dal desiderio di fare qualcosa di diverso, rischia di trasformarsi in una tragedia che può influire su più vite,» l’appello della prima cittadina.

«L’episodio, peraltro già reiterato, è grave e rappresenta un aspetto sociale preoccupante,» ribadisce l’assessore Lisa Targhetta, «il momento che stiamo vivendo, sta colpendo in maniera trasversale le fasce più giovani, quanto accaduto deve farci riflettere, sia come genitori che come istituzioni, per individuare e adottare una linea di comportamenti che portino al miglioramento della comunità, della collettività.

Non dobbiamo mai dimenticare che la società è fatta non solo dalle istituzioni, ma anche dalle persone. L’azione singola coordinata diventa un’azione di squadra molto potente, conclude l’assessore.
La denuncia dell’accaduto alle forze dell’ordine da parte della società sportiva potrebbe essere un valido deterrente, ma non si commetta l’errore di pensare che si tratti di un fenomeno sporadico e nuovo.

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