Venezia

Caso Dentix/Anche a Mestre non ha più riaperto..e c’è chi continua a pagare

Il caso è noto e, per triste tipologia, purtroppo non è nemmeno “nuovo”.
Le varie filiali della catena spagnola Dentix dopo il Lockdown non hanno più riaperto, tanto che si vocifera vi sia un procedimento di fallimento in corso (in Spagna).

Una delle filiali della catena era a Mestre, in piazza Ferretto, e ad essa si era rivolta una 68enne di Dolo che nel novembre scorso aveva chiesto di sottoporsi ad un delicato impianto dentale, con ricostruzione dell’osso.
Un intervento che il suo dentista abituale non effettua e che l’ha portata a firmare un mutuo che sta ancora pagando, nonostante il suo procedimento sia ovviamente sospeso da tempo, peggio: le cure non sono mai iniziate.

A colpi di 85 euro al mese, la signora si è vista sparire dal conto corrente 500 euro, tanto che, stufa di pagare per non avere nulla, ha deciso di cercare di recuperare il denaro perduto e pure di invalidare un mutuo (ufficialmente intestato al marito) che è sicuro di non aver mai firmato: ne lei, ne il consorte.

Del caso si sta occupando lo Studio3A che spiega come la Dentix fosse solita chiedere cospicui anticipi, per i lavori commissionati, e spesso finanziamenti, come nel caso della 68enne di Dolo.
Se ne occupava una società finanziaria a distanza francese, la Cofidis.

Racconta la signora: “Quando sono stata da Dentix mi hanno visitato, hanno effettuato le radiografie e quantificato il costo delle cure e abbiamo discusso delle modalità di pagamento – continua la signora – Mi hanno proposto un finanziamento e a me andava bene perché si parlava di una cifra importante, quattromila euro, di cui non disponevo. Ma non ho messo nulla nero su bianco perché il mutuo andava fatto a nome di mio marito, che porta a casa la busta paga. Quindi sono rincasata e il giorno seguente ho inviato per whatsapp tutta la documentazione richiesta, tra cui l’Iban del nostro conto corrente, al dentista che mi aveva seguito. Successivamente, c’è stato recapitato il contratto di finanziamento con la relativa accettazione della domanda, ma né io né mio marito abbiamo mai firmato quel documento”.

Eppure, dal 5 gennaio 2020 dal loro conto corrente cominciano i prelievi delle rate, 84,17 euro al mese, “e ne abbiamo già pagate sei – conclude la paziente, ma non mi hanno mai chiamata per iniziare le cure, nonostante i tanti solleciti al dentista che mi aveva visitato e lasciato il numero di cellulare. Poi è subentrata la pandemia, ma speravo che una volta rientrata l’emergenza si facessero sentire. E invece… Qui non si tratta solo dei soldi indebitamente sottratti: sto tirando avanti con una protesi provvisoria, sto male e non riesco a mangiare”.

Da qui l’idea di cercare di avere giustizia attraverso Riccardo Vizzi dello Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui peraltro si sono rivolti anche altri pazienti “scottati” da Dentix.
Spiega Vizzi: “Per prima cosa richiederemo alla finanziaria il contratto di finanziamento per ve-rificare se vi siano state apposte o meno le firme necessarie perché, se fosse confermato che il documento non è stato sottoscritto, saremmo di fronte anche a un grave episodio di frode che andrà denunciato tramite esposto alla Guardia di Finanza – spiega Vizzi – Contestualmente, trattandosi di un mutuo collegato a una prestazione mai fornita, pretenderemo da Cofidis anche l’integrale restituzione delle somme già versate e l’interruzione del finanziamento, e per ulteriore sicurezza ordineremo anche alla banca presso la quale i nostri assistiti hanno aperto il loro conto corrente di interrompere subito gli adde-biti automatici.
E infine invieremo una diffida formale a Dentix per la ripresa delle cure concordate, dal momento che ad ora, in Italia, non risulta ancora l’avvio di alcuna procedura fallimentare”.

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