Curiosità

Casinò: la storia passa dall’Italia…e da Venezia

Abiti eleganti, serate di gala, sale da mille e una notte.
E una buona quantità di film a celebrarne la magia.
Stiamo parlando dei casinò fisici, costruzioni che da centinaia di anni suscitano ammirazione e curiosità in tutto il mondo.
Luoghi che, nonostante il recente successo delle sale da gioco online, hanno scritto la storia delle nostre società e continueranno a farlo per molti anni.
In questa storia un posto di primo piano spetta proprio all’Italia, Paese che ospita alcune delle strutture più belle e suggestive.
Una storia che inizia proprio a Venezia nel 1638, anno in cui nella Ca’ Vendramin venne fondata la prima sala da gioco al mondo, e che prosegue ancora oggi.

A quei tempi l’accesso era riservato a pochissime persone, tutte obbligatoriamente in maschera per proteggere l’anonimato e all’interno del palazzo il gioco si alternava a spettacoli teatrali, esibizioni musicali e ricchissimi banchetti.
Il casinò rimase attivo per più di un secolo e nel 1774 venne chiuso dalle autorità locali.
Ma il rapporto tra il capoluogo Veneto e il divertimento era ancora ben lontano dalla fine.

Negli anni ’30 del 1900 la sede venne spostata a Ca’ Vendramin Calergi sul Canal Grande, uno dei luoghi storici della città in cui visse per un periodo anche il compositore tedesco Richard Wagner.
Da lì non si è più spostato fino al 1999, anno in cui venne aperta una seconda struttura a Ca’ Noghera.

E nonostante le chiusure e riaperture successive, il Casinò di Venezia può essere considerato il più antico d’Europa e fino al 1763, anno di costruzione della casa da gioco belga di Spa, è stato l’unico del Vecchio Continente.
Spostiamoci verso ovest per trovare un’altro storico casinò, quello di Sanremo, forse il più iconico di quelli attualmente attivi nel Paese. Fondato nel 1905 con il nome di Kurzal e costruito in perfetto stile liberty, il casinò ligure ha attraversato molti momenti di successo nei suoi 115 anni di storia e si è “diviso” in varie succursali, oggi tutte chiuse.

Fin dalla sua inaugurazione ha ospitato piéce teatrali e per un lungo periodo fu sede del Festival della canzone italiana, evento che l’ha spedito direttamente nell’immaginario collettivo.
Terza sala da gioco ancora in attività è il Casino de la Vallée, meglio conosciuto come Casinò di Saint-Vincent. Situato in una valle delle Alpi valdostane, aprì ufficialmente nel 1947, anche se già intorno al 1920 esisteva come sala per roulette.

Dopo la chiusura a causa della seconda guerra mondiale riaprì e per molti anni venne ospitato nel Grand Hotel Billia, struttura a cui è collegato ancora oggi.
Accanto a questi tre edifici storici ce ne sono altri che non esistono più, ma che non per questo sono stati meno importanti nella storia del gioco nazionale. Nel 1839 venne inaugurato il Casinò di Bagni di Lucca, il secondo più antico dopo quello di Venezia.

Dopo anni di grande successo, dovuti anche alla presenza di vari stabilimenti termali, fu costretto a chiudere i battenti per scarsi introiti. La stessa sorte toccata alle case da gioco di Merano e Taormina, chiuse definitivamente negli anni sessanta del secolo scorso.


Storia particolare quella del Casinò di Campione d’Italia, situato nell’enclave italiana della Svizzera. Per molti anni è stato il più grande di tutto il Paese e d’Europa, grazie agli ampliamenti realizzati nel 2007 che hanno portato alla costruzione di ben nove piani di sale da gioco.
Fondato nel 1917 ha però chiuso i battenti nel 2018.

In oltre 100 anni di storia ha ospitato i più importanti tornei di poker sportivo nazionale e internazionale, spettacoli di intrattenimento e alcuni concerti delle più affermate star della musica mondiale.
L’epoca dei casinò italiani, però, non è ancora destinata a finire.

Al momento di scrivere si vocifera da più parti di una possibile apertura di una nuova sala da gioco in Sicilia. Sei le città che si sono candidate: Taormina, che ha ospitato l’omonimo casinò fino al 1963, Palermo, Catania, Siracusa, Erice e Cefalù.
I progetti sono già pronti e si attende la decisione definitiva del Governo Centrale.

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