Treviso

Carenza di personale in Procura di Treviso: parziale chiusura degli sportelli aperti al pubblico

Orari ridotti degli sportelli aperti al pubblico in Procura a Treviso dal 1° luglio al 15 settembre a causa della grave carenza di personale amministrativo.
Lo comunica la Rsu della Procura trevigiana e la Cisl Fp.
In particolare, lo sportello del casellario sarà accessibile solo dalle 10 alle 12 da lunedì al venerdì (fino a ieri era aperto dalle 9) e lo Sportello relativo agli avvisi di chiusura indagini sarà aperto al pubblico solo nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12, mentre fino a ieri era aperto anche il martedì e il giovedì.

“Si tratta di una prima conseguenza – spiega Emmanuele Viviano, Rsu della Procura di Treviso – della grave carenza di personale che affligge la Procura, dove mancano all’appello ben 16 lavoratori su 42.
La Procura di Treviso è da tempo in sofferenza per quanto riguarda il personale.
“Purtroppo – prosegue Viviano – allo stato di agitazione indetto dai lavoratori lo scorso mese di maggio, non è seguita alcuna risposta da parte del Ministero e la situazione nei prossimi mesi non potrà che peggiorare, visto che altri due lavoratori sono prossimi alla pensione”.

Diversi lavoratori si ritrovano a dover prestare la propria attività lavorativa anche in più di un servizio e a dover svolgere inoltre anche i turni del sabato, quelli per le urgenze, per la ricezione atti e agli sportelli.
Ora a farne le spese, non sono solo i lavoratori, ma anche i cittadini, che oltre a subire i ritardi della giustizia, ora si ritrovano anche con gli orari ridotti.

“La parziale chiusura degli sportelli – spiega il rappresentante dei lavoratori – così come l’impiego dei lavoratori facendoli saltare da un servizio all’altro.
Serve invece un piano di assunzioni che tenga conto del reale fabbisogno di personale, e nel frattempo attivare un interpello straordinario, una mobilità da altre amministrazioni o delle convenzioni, ad esempio con il Tribunale, per la gestione in comune di alcune incombenze”.

Permane dunque lo stato di agitazione proclamato dai lavoratori.
Se non ci saranno sviluppi positivi, non si esclude lo sciopero in settembre.

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