Home -> Friuli Venezia Giulia -> Carenza di medici/Anche in Fvg si discute sui neolaureati senza specializzazione

Carenza di medici/Anche in Fvg si discute sui neolaureati senza specializzazione

Dopo la proposta annunciata dall’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, di aprire ai medici neolaureati senza specializzazione per far fronte alla carenza negli ospedali, Simona Liguori, consigliera regionale dei Cittadini, interviene chiedendo l’audizione dei rappresentanti degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri in III Commissione consiliare.

“Siamo di fronte a un’emergenza – è il commento della Liguori – che rischia di peggiorare nel prossimo futuro. La soluzione non può certo essere quella di riempire i buchi con personale non ancora pronto, perché il risultato sarebbe un abbassamento della qualità dell’assistenza che non ci possiamo permettere. Serve un progetto condiviso ed è opportuno che una scelta così importante non cada dall’alto in contrasto con gli ordini di categoria. Ecco perché chiederò che vengano convocati in audizione i rappresentanti degli Ordini per portare la loro visione di cui spero che la Giunta e il Consiglio regionale tengano in considerazione”.

Già nei mesi scorsi la Liguori era entrata in profondità nella problematica organizzando un convegno a Udine, dal quale erano emerse importanti considerazioni sull’impatto della riforma delle pensioni sulle professioni del Servizio sanitario, con una carenza di medici specialistici stimata ad arrivare, al 2025, a “circa 340 unità: le aree più colpite sarebbero quelle di medicina interna (120 unità) e terapia intensiva (76). Questo problema estremamente grave – ha detto la consigliera – deve trovare una soluzione e questa non può essere certo la rinuncia ai medici specialisti copiando quanto accade in Veneto: una soluzione al ribasso, che abbassa la qualità del servizio sanitario senza considerare i costi prodotti dall’inefficienza.

“Bisogna da subito agire affinché si risolva il problema in maniera strutturale nel medio-lungo periodo, tramite l’incremento dei contratti di formazione specialistica e, anziché quella dei neolaureati, favorire l’entrata al lavoro anticipata per gli specializzandi all’ultimo anno di formazione”, è la soluzione suggerita dalla Liguori.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*