Venezia

Campione arti marziali e suo padre mandano ko e all’ospedale il postino

L’Angelo Veneziano, al secolo Manolo Zecchini, ha aggiunto un altro “successo” per ko al suo palmares, ma stavolta non è una vittoria di cui andare fieri.

Il ventitreenne campione di arti marziali miste e, soprattutto, il padre Emanuele, a sua volta grande appassionato di sport di combattimento e promotore del Venice Combat Event, si sono resi protagonisti, il 12 maggio 2020, nella palazzina di Marghera dove risiedono, di un grave episodio di aggressione ai danni di un postino quarantaseienne di Poste Italiane, pure lui di Marghera.
Il quale ha avuto bisogno di cure mediche all’ospedale e ha sporto denuncia, affidandosi a Studio3A per essere assistito.

A quanto riferito e verbalizzato ai poliziotti, il portalettere, verso mezzogiorno, ha suonato al citofono dell’appartamento degli Zecchini per consegnare un pacco destinato al giovane “fighter”, spiegando al citofono che, in ottemperanza alle disposizioni sul coronavirus, lo avrebbe lasciato appena all’interno del portone condominiale, cosa che ha fatto.

Ma mentre tornava verso il suo scooter per continuare il giro delle consegne, il postino si è sentito contestare da un ragazzo, verosimilmente il fratello dell’atleta, di aver lanciato il pacco anziché posarlo, e ne è nata una discussione.
A quel punto è sceso anche l’Angelo Veneziano, che avrebbe iniziato a insultare pesantemente e a minacciare il dipendente delle Poste, il quale tentava invano di spiegare che non poteva consegnare la corrispondenza a mano e che il pacco, come da regolamento, lo aveva appoggiato all’entrata del palazzo.

Peggio ancora, però, ha fatto il padre Emanuele che, uscito a sua volta, gli ha sferrato un pugno colpendolo all’orecchio sinistro, rifilandogli anche un calcio sul fondo schiena e facendogli cadere il palmare in dotazione per le consegne, che poi “il campione” avrebbe raccolto e scaraventato verso l’uscita del viale condominiale, invitando il portalettere a filarsela.

Il malcapitato ha quindi chiamato il 113 e, su consiglio degli agenti che poi sarebbero intervenuti per identificare gli aggressori, si è allontanato dalla zona e si è recato al pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo per farsi medicare: i sanitari gli hanno riscontrato una prognosi di quattro giorni salvo complicazioni, per trauma nella regione auricolare sinistra.
Ma le ferite “morali” riportate nella brutta esperienza sono ben più profonde.

L’indomani, 13 maggio, il quarantaseienne si è quindi recato presso il Commissariato di Marghera per sporgere formale denuncia.

L’inquietante episodio ripropone con forza la gravità del fenomeno delle aggressioni di cui sono oggetto tanti, troppi lavoratori durante la loro attività: l’Inail, che però non copre l’intera platea delle forze lavoro, ne accerta ottomila casi l’anno.

Al primo posto della classifica delle professioni più a rischio troviamo medici e infermieri, e nella top ten figurano anche gli autisti dei mezzi pubblici – Studio3A ha stipulato un’apposita convezione con il Cral Actv per garantire loro l’assistenza necessaria – e, appunto, gli “addetti al recapito della documentazione”, postini in primis

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