Venezia

Cade in treno per il pavimento scivoloso ma non riesce a farsi risarcire

Scivola sul pavimento bagnato del treno e rovina a terra procurandosi, tra le altre lesioni, la frattura di una spalla, all’accaduto assistono svariati testimoni, l’incidente viene subito riferito e denunciato al capotreno e intervengono anche gli agenti della Polfer che compilano il loro rapporto, ma Trenitalia e la sua compagnia di assicurazioni, Generali, denegano ogni responsabilità.

Questo, più di due anni fa e una oggi settantasettenne di Mirano, assieme a Studio3A che la assiste, da allora si batte per essere risarcita dei danni fisici e morali patiti in seguito alla brutta caduta occorsale il 2 agosto 2019 a bordo del Regionale 5774 Venezia-Bassano del Grappa.
La donna alle 18.15 era salita in treno alla stazione di Santa Lucia assieme al marito, entrambi regolarmente muniti di biglietto per la tratta da Venezia a Mestre, e si trovava nella carrozza di coda quando, subito dopo la partenza del convoglio, mentre stava raggiungendo un posto a sedere, è scivolata violentemente a terra a causa della pavimentazione bagnata: fuori pioveva.

La malcapitata ha subito avvertito forti dolori al braccio, al polso e alla spalla destra, oltre alla schiena, una volta scesa dal treno è dovuta ricorrere alle cure mediche del caso presso l’ospedale dell’Angelo e i successivi accertamenti le hanno riscontrato, tra le varie ferite riportate, anche un pesante trauma contusivo alla spalla destra con frattura dell’apice della scapola, con tutto ciò che ne consegue, oltre alle sofferenze fisiche, tra giorni di forzato riposo dell’arto, riabilitazione e invalidità temporanea ma anche permanente: il braccio destro, quello di elezione, non le tornerà più come prima, data anche l’età.
E tuttora ha non pochi problemi anche alla schiena.

Per essere assistita, la signora si è rivolta a Studio3A-Valore S.p.A. che ha avanzato richiesta di danni a Trenitalia, anche alla luce del chiaro rapporto delle autorità preposte.
Su segnalazione del capotreno, infatti, una pattuglia della Polfer aveva raggiunto il convoglio alla stazione di Mestre e compilato una relazione di servizio sull’accaduto, acquisendo le dichiarazioni dell’infortunata e del marito, nonché la sua denuncia di infortunio regolarmente compilata, ascoltando e verbalizzando anche la testimonianza di uno dei viaggiatori che ha assistito alla scena, effettuando i rilievi anche fotografici e rilevando come “il pavimento dov’è scivolata la signora risultava bagnato” e anche che l’anziana “indossava una scarpa da corsa trial running”, con suola in gomma anti-scivolo.

Senza contare il fatto che non era stato apposto alcun cartello di pericolo che avvisasse del pavimento scivoloso.
Dunque, nessun concorso di colpa poteva essere imputato alla settantasettenne, che portava calzature assolutamente adeguate, mentre la responsabilità da cose in custodia incombeva unicamente su Trenitalia, per non aver provveduto attraverso i suoi servizi di pulizia a mantenere adeguatamente pulito il pavimento del regionale, come la società peraltro assicura di fare scrupolosamente nel proprio sito internet: nei treni regionali sono previsti (o almeno dovrebbero esserlo) interventi di pulizia durante la sosta dei convogli in tutte le stazioni di termine corsa onde approntarli per la corsa successiva.

Attività che peraltro, nello specifico, si sarebbe dovuta effettuare con ancora più accortezza e prontezza considerato che la giornata era particolarmente piovosa.
Dopo la richiesta danni di Studio3A, Trenitalità ha aperto un sinistro, ma Generali, la sua compagnia di assicurazioni per la responsabilità civile verso terzi, dopo innumerevoli solleciti, nel marzo del 2021 ha risposto, con la solita frase fatta, che “non si ravvisano elementi tali da attribuire alcuna responsabilità in capo alla nostra assicurata”, senza peraltro spiegare i motivi del diniego e senza più cambiare linea. A meno di cambi di rotta, dopo tutto ciò che ha patito, la viaggiatrice sarà pure costretta a intentare una causa civile per ottenere giustizia.

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