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Bollente il telefono del 118. Primo soccorso a due amici di San Donà

Passate le 10 il Soccorso alpino di Longarone è stato allertato dalla Centrale del Suem per due escursionisti bloccati nella parte alta di Val Tovanella.
I due amici, di 31 anni e 33 anni, entrambi di San Donà di Piave, stavano facendo un bel giro: erano partiti dal Bivacco Campestrin e per Forcella Bella erano scesi al Bosconero.
Invece di salire a Forcella del Mat e scendere di nuovo al Campestrin, seguendo un suggerimento sono però saliti a Forcella Tovanella.
Una volta in cima hanno iniziato a scendere verso l’abitato di Ospitale di Cadore, ma a 850 metri di quota non hanno più saputo come proseguire, senza tracce evidenti di sentiero.
Grazie alle coordinate Gps con la loro precisa posizione, un soccorritore è salito e li ha individuati, aiutando quello più affaticato dei due a superare alcuni tratti esposti e riaccompagnando entrambi sulla strada, dove una squadra li ha caricati in macchina per trasportarli alla loro auto.

Sempre verso le 10 il gestore del Rifugio Giussani, componente del Soccorso alpino di Cortina, ha raggiunto un’escursionista che si era fatta male al ginocchio lungo il sentiero non distante dalla struttura.
La donna, 44 anni, di Bolzano, è stata poi accompagnata alla piazzola e imbarcata sull’elicottero del Suem di Pieve di Cadore atterrato nel frattempo con l’equipe sanitaria a bordo.

Attorno a mezzogiorno il Soccorso alpino di Asiago è intervenuto in supporto all’ambulanza nei boschi in prossimità del Rifugio Campomulo, a Gallio, dove, sceso lungo un pendio assieme alla moglie in cerca di funghi, un sessantenne di Cittadella (PD), aveva messo male il piede in una cavità della roccia, riportando la probabile frattura di una gamba.
Raggiunto dai sanitari, l’infortunato è stato steccato e imbarellato.
Con l’aiuto dei soccorritori, la barella è stata poi trasportata per 300 metri fino alla strada e da lì all’ospedale di Asiago.

Alle 14 40 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino dell’Alpago per due escursionisti affaticati dalla lunga camminata.
Padre cinquantenne e figlio quattordicenne di Roveredo in Piano (PN) erano partiti da Piancavallo, avevano raggiunto Col Indes per poi salire a Pian Canaie, prendere il sentiero numero 922 e rientrare a Piancavallo.
A 500 metri da Casera Palantina, però, la stanchezza aveva avuto la meglio e i due, affaticati, non erano stati più in grado di proseguire. Una squadra è andata incontro agli escursionisti che, dopo un po’, si erano ripresi e rimessi in marcia.
Quando li hanno incrociati, i soccorritori hanno riaccompagnato padre e figlio a Col Indes.

Passate da poco le 15 una squadra del Soccorso alpino di Cortina è partita in direzione della Ferrata del Col Rosà per una ragazza colta da crisi di panico poco sopra l’attacco.
I soccorritori si sono avvicinati il più possibile in quad per poi proseguire a piedi.
Risalita una sessantina di metri lungo il percorso attrezzato fino alla cengia dove si trovava la diciannovenne di Udine assieme a un amico, la squadra ha tranquillizzato la giovane e le ha dato da bere.
Dopo averla assicurata i soccorritori la hanno aiutata ascendere fino al sentiero e in una quarantina di minuti di camminata sono tornati al quad.
La ragazza è stata infine accompagnata al Codivilla per accertamenti.

Alle 15 circa il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Auronzo per un escursionista di 76 anni di Viterbo, che si era sentito poco bene mentre scendeva dal Rifugio Col de Varda.
L’uomo, che era stato accompagnato all’ombra e accudito da un passante, è stato raggiunto da un soccorritore in jeep – una squadra del Sagf pronta in appoggio – che lo ha caricato a bordo e portato a valle.

Su rischiesta del 118 di Bolzano, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è invece intervenuto all’altezza di Forcella del Lago, Badia, dietro al Lagazuoi, dove un sessantenne di Bressanone, era caduto a terra infortunandosi in modo grave.
Sbarcati medico e tecnico con un verricello di 30 metri, all’uomo sono state prestate le prime cure.
Imbarellato, è stato issato a bordo e trasportato all’ospedale di Belluno e in seguito trasferito in quello di Treviso.

L’eliambulanza è poi volata in Moiazza.
Dopo aver salito la Ferrata Costantini, una coppia era infatti uscita sul canale che porta al Bivacco Grisetti e nella discesa il ragazzo, 33 anni, di San Giovanni Ilarione (VR), era scivolato, riportando la probabile frattura di un dito e un sospetto trauma all’inguine.
Imbarcato in hovering assieme alla compagna, l’escursionista e stato trasportato al pronto soccorso di Agordo.

Alle 16 circa il Soccorso alpino di San Vito di Cadore è stato inviato al Rifugio Venezia, a Vodo di Cadore, dove un’escursionista, probabilmente disidratata, si era sentita poco bene.
I soccorritori hanno quindi caricato sulla jeep la ragazza, 23 anni, di Padova e sua mamma e le hanno riportate a valle dove attendeva il padre.

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