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Autonomia Veneto: ennesimo rinvio

Altra doccia fredda sull’autonomia. Il premier Conte, al termine del Consiglio dei Ministri ha dichiarato che l’autonomia si farà ma senza il capitolo istruzione.
Ma il Governatore Zaia non digerisce l’ennesimo rinvio: “Resto basito”.
Pensavo che il Presidente del Consiglio fosse così autorevole da chiudere la partita, ma non ho ancora ben capito se l’autorevolezza serva a chiudere o invece a prolungare indefinitamente l’approvazione dell’intesa sull’autonomia differenziata.
Noi veneti ne abbiamo le tasche piene di tutta questa storia.
Sono trascorsi 636 giorni dal referendum, più di un anno dalla formazione di questo governo, ricordo che non c’è neppure l’alibi di dire che le Regioni non abbiano fatto il lavoro che spettava loro.
Di fronte a tutto questo non posso non affermare che questa è una autentica presa in giro e che Conte non può prestarsi a procrastinare ancora.
Siamo stanchi anche di sentire dire a Conte che lui sarà il garante dell’unità nazionale, un refrain ormai stucchevole.
Se sono davvero convinti che tutto quel che facciamo è contro l’unità del Paese, vadano in Parlamento e modifichino la Costituzione.
Siamo in un Paese in cui per alcuni applicare l’articolo 116 terzo comma della Carta costituzionale, la legge fondamentale dello Stato, significa minare le basi della Repubblica.
È allucinante! Non siamo più disposti ad aspettare, vediamo dichiarazioni che non c’entrano nulla con l’intesa sull’autonomia.
A nome dei 2 milioni 328 mila veneti che hanno votato per il si all’autonomia dico che siamo stanchi, stanchissimi.
La misura è colma!

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