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Autodemolizioni non cancellava i veicoli rottamati (e al proprietario restava da pagare il bollo)

Tra le attività della Polizia Stradale, una delle più complesse ed articolate è quella del controllo degli esercizi pubblici che gravitano intorno al mondo dei veicoli (autofficine, carrozzerie, rivendite di veicoli, autonoleggi, autorimesse, gommisti ecc.).

Nel corso degli ultimi anni l’attività di controllo ha fatto emergere nuovi fenomeni d’illegalità, prevalentemente legati all’abusivismo, in passato molto meno presenti nel territorio trevigiano.
E’ per questo che la Polizia Stradale di Treviso dall’inizio dell’anno ha avviato una serie di controlli nell’ambito di un progetto mirato proprio all’emersione ed al contrasto dei fenomeni di abusivismo nel settore spesso accompagnati da alcune tipiche azioni delittuose come la riduzione dei chilometri dei veicoli commercializzati dalle rivendite auto, al fine di ottenere maggiori utili dalla vendita, oppure la mancata cancellazione al Pubblico Registro Automobilistico di veicoli demoliti da parte degli autodemolitori che consente agli imprenditori notevoli risparmi consentendo loro di evitare il costo della pratica di cancellazione per ogni singolo veicolo.

I controlli preparati nel mese di gennaio sono stati effettuati a febbraio e le relative sanzioni sono state contestate nei giorni scorsi nei confronti di varie attività commerciali.

In particolare, nei confronti di un demolitore di veicoli nel Comune di Zero Branco sono state effettuate contestazioni di illeciti amministrativi per un ammontare di quasi 700.000 Euro, prevalentemente per mancata cancellazione dal PRA dei veicoli rottamati che quindi risultavano ancora circolanti ed intestati agli ignari ex-proprietari (che per questo sono rimasti a loro insaputa tenuti al versamento del “bollo auto”).

Altro controllo ha riguardato sempre un demolitore di veicoli nel Comune di Gorgo al Monticano al quale sono state contestate violazioni per oltre 1.500 Euro per irregolarità sulla tenuta dei registri dell’attività.

Per entrambi sono state effettuate le segnalazioni alla Provincia di Treviso per la gestione delle sanzioni e le valutazioni su eventuali provvedimenti sull’autorizzazione ed ai Vigili del Fuoco per violazioni sulla normativa antincendio.

Altro controllo ancora è stato effettuato all’interno dei locali di una rivendita auto nel Comune di Paese dove, dopo il riscontro di anomalie sulla tenuta dei registri e sui titoli autorizzativi, veniva riscontrata l’attività abusiva di officina meccanica posta in essere dal titolare all’interno degli stessi locali dell’attività commerciale, presso cui si rinvenivano veicoli con parti smontate e posti sopra ponti elevatori per i lavori di meccanica.

Questo è bastato per far scattare il sequestro amministrativo di tutta l’attrezzatura atta alle riparazioni meccaniche lì presente in quanto abusivamente esercitate e per sanzionare l’attività commerciale per un ammontare di oltre 5.000 Euro.

Nel prosieguo del controllo è stato peraltro accertato che 4 auto di alta gamma che la rivendita esponeva per la commercializzazione, proposte peraltro anche online su uno dei più noti siti di compravendita di veicoli on-line, presentavano sul display del cruscotto, così come sulla tabella esposta sui veicoli e nell’inserzione di vendita pubblicizzata tramite Internet, un chilometraggio abbondantemente minore rispetto a quello di fatto percorso dalle autovetture, riscontrando un ribassamento complessivo di oltre 600.000 chilometri.

Per questo motivo i 4 veicoli per i quali è stato comprovato il ribassamento del chilometraggio sono stati sottoposti al vincolo del sequestro penale ed il titolare della rivendita è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata.

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