Venezia

Atti vandalici al parco: il Comune decide per la chiusura notturna e denuncia l’accaduto

Parco Baden Powell di Cà Savio preso di mira per due notti di fila, l’amministrazione comunale denuncia alle Forze dell’Ordine l’accaduto.
Ad essere colpite, rotte e rovesciate più di 50 sedie messe a disposizione da Ct Servizi per consentire i centri estivi e le attività ludico-ricreative organizzate dal Comune per l’estate.
L’amministrazione sta tirando le somme non solo del materiale ma anche delle ore di servizio degli operatori per ripristinare il parco.


Al vaglio anche le riprese delle telecamere di videosorveglianza poste nelle vicinanze del parco, per verificare entrate ed uscite notturne nell’area interessata.
Dura la posizione dell’amministrazione comunale: «Assieme alle Forze dell’Ordine stiamo verificando l’accaduto ma questi atti, queste bravate, non possono passare inosservate.
Abbiamo organizzato ed attrezzato il parco con gazebi e arredo, come lo scorso anno, per consentire lo svolgimento dei centri estivi per supportare le famiglie e per dare un luogo ai ragazzi per stare assieme grazie alle attività ludico-ricreative – aggiunge l’assessore alle politiche giovanili Lisa Targhetta.


Questi gesti sono un danno soprattutto per la comunità che utilizza i servizi messi a disposizione del Comune. Auspichiamo che gli autori dei gesti facciano ammenda e si autodenuncino prima di mobilitare le Forze dell’Ordine».
«Stamattina abbiamo subito provveduto a sostituire le sedie per consentire il regolare svolgimento delle attività. Provvederemo alla chiusura serale del parco poiché non possiamo tollerare altre bravate.
Nei mesi scorsi avevamo già evidenziato la necessità di soluzioni adeguate alle chiusure del parco e l’installazione di ulteriori telecamere di videosorveglianza per potenziare la sicurezza soprattutto nelle ore notturne – dice l’assessore a bilancio Alberto Ballarin – Siamo in attesa della disponibilità di risorse a bilancio per poter provvedere.
Nel frattempo potenzieremo la sorveglianza anche in queste aree.
Sicuramente oggi siamo stati costretti a sostituire l’arredo danneggiato».

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