Friuli Venezia Giulia

Assestamento di bilancio Fvg/50 milioni destinati alla Sanità e alla lotta alla pandemia

Circa 50 degli 87 milioni di euro complessivi previsti dal ‘mini assestamento’ sono destinati alle esigenze del sistema sanitario regionale e per far fronte agli effetti della pandemia.
Una manovra volta a compensare l’abolizione del super ticket, per gli adeguamenti contrattuali e per dare ristoro alle spese legate all’epidemia nelle case di riposo e per i disabili.

E’ la sintesi del concetto espresso oggi dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, durante l’illustrazione della parte sanitaria, del ddl ‘Misure finanziarie intersettoriali’, in III Commissione consiliare che ha espresso a maggioranza un parere favorevole al documento.

Riccardi ha indicato come “dei circa 50 milioni di euro destinati al sistema della salute, 24.314.298,00 sono assegnati al Fondo sanitario per esigenze ordinarie che comprendono adeguamenti contrattuali al personale e l’abolizione del super ticket, a cui si aggiunge una quota per l’attività legata ai costi per il Covid-19 pari a 15 milioni di euro relativi al magazzino delle scorte per l’Azienda di coordinamento e per i tamponi, 8 milioni di euro stimati per il finanziamento destinato al ristoro degli oneri sanitari nelle case di riposo e disabili e 1 milione e 900 mila euro circa per adeguamento oneri sanitari”.

Il vicegovernatore ha specificato l’ammontare dei fondi trasmessi dallo Stato attraverso gli ultimi tre Dpcm pari a 106.088.592,00 euro e ha dato dettaglio sulla spesa trasmessa alla gestione commissariale nazionale per 58,8 milioni “buona parte già utilizzata con risorse anticipate dalle Aziende sanitarie regionali e dalla Protezione civile” ha indicato.

“Dei 58,8 milioni di euro – ha specificato Riccardi – 37,3 si riferiscono al periodo prima dell’8 aprile, quando le procedure erano gestite dalla Protezione Civile, mentre 21,5 milioni si riferiscono al periodo dall’8 aprile al 31 luglio. L’istruttoria del commissario Arcuri riguarda la prima quota ed è stata positiva per la maggioranza delle voci trasmesse mentre i dati relativi alla seconda parte non sono ancora stati trattati dalla struttura commissariale”.
Le principali voci dei 58,8 milioni sono riconducibili all’assistenza medica per 16 mln e 926 mila euro, altri 8 mln e 954 per le apparecchiature e infine 33 milioni per i dispositivi di protezione individuale.

“La manovra di assestamento bis ha previsto 50 milioni di euro per la sanità, molti dei quali destinati alle conseguenze dell’emergenza da Covid-19. Una scelta corretta e coerente, visto il difficile periodo che ci siamo trovati ad affrontare e con cui, purtroppo, facciamo nuovamente i conti. Riteniamo però che la Giunta regionale Fvg non debba dimenticare tutta l’attività ospedaliera ordinaria rimasta in sospeso in questi mesi, nonché i percorsi di cura e di assistenza territoriale”.

E’ il parere espresso oggi dalla consigliera regionale Simona Liguori (Cittadini), dopo aver fatto il punto della situazione sul tema della sanità al termine della seduta della III Commissione consiliare che aveva esaminato le parti di competenza relative alle misure finanziarie intersettoriali previste dal ddl 111.

“Esiste una significativa mole di cittadini che, ormai da mesi, sta aspettando eseguire gli esami diagnostici e le visite mediche in programma, ma ancora in sospeso a causa del lockdown: dalla diabetologia alla cardiologia. La Regione – aggiunge Liguori – deve evitare che esistano pazienti di serie A e di serie B, perché tutti hanno il diritto di vedere esaudita la propria richiesta di cure”.

Riguardo la necessità di non lasciare indietro le attività extra Covid, la consigliera ricorda “l’importante ruolo svolto dalla prevenzione, che non può essere certo fermata dal virus. Le diagnosi ritardate, secondo i dati della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), porteranno infatti nei prossimi mesi all’aumento del 15% delle morti per tumori al colon e del 10% per quelli alla mammella”.

“Lo stesso discorso, inoltre, vale anche per le cure palliative.
Il monitoraggio da parte della missione valutativa del Consiglio regionale sul funzionamento delle Reti delle cure palliative e delle Reti della terapia del dolore – conclude Liguori – diventa perciò fondamentale. Questi sono servizi essenziali per i cittadini e massima sarà la nostra collaborazione nel comprendere le criticità, proponendo soluzioni volte al sostegno dei malati e dei professionisti che li hanno in cura”.

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