Venezia

Assessore Lanzarin stamane a S.Dona’ ha tracciato linee guida avvio Piano di Zona

Una sala gremita ha caratterizzato questa mattina la conferenza di avvio lavori per la predisposizione del nuovo Piano di Zona 2020-2022 per il Veneto orientale, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità e al sociale Manuela Lanzarin, della direzione generale e dei servizi socio sanitari dell’Ulss4 Veneto Orientale, dei sindaci, operatori dei comuni e delle strutture sociali e socio sanitarie del territorio, dei volontari e operatori del terzo settore.


<<Il piano di zona è uno strumento, come un piano regolatore, ha premesso l’assessore Lanzarin, utile a fotografare le “emergenze” sociali da affrontare, ma soprattutto per mettere in rete degli interventi secondo strategie comuni, che consentano l’ottimizzazione delle risorse e la condivisione degli obiettivi. Anche nel sociale vale la regola aurea che insieme si fa meglio e si fa più strada.
Per questo la Regione ha chiesto che le conferenze e dei sindaci, le Ulss, i comuni, gli uffici giudiziari, le Ipab e le istituzioni sociali pubbliche e private dei 26 ambiti territoriali (ex distretti) del Veneto leggano i bisogni del proprio territorio e condividano priorità e strategie di intervento. Da questo lavoro dovrà uscire il piano di zona del prossimo triennio, cioè un programma mirato e concreto, aderente alle necessità della propria comunità e in linea con la programmazione regionale, che misuri bisogni e risorse e indichi anche i parametri per valutare l’efficacia degli interventi, costi e risultati”.
Sei le aree di intervento previste per la pianificazione territoriale dei servizi sociali: famiglia e minori; anziani; disabili; dipendenze; salute mentale; povertà e inclusione sociale. Il tutto in un contesto, come sottolineato dal direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza, di denatalità e di avanzamento dell’età della popolazione “che non potrà trovare una risposta ai propri bisogni solo in casa di riposo”.
In questo senso l’assessore Lanzarin ha lanciato un monito ai presenti: “Dovrete lavorare più in rete, includendo tanti nuovi tasselli nel piano di zona, come l’invecchiamento attivo, l’assistenza familiare, l’amministratore di sostegno, la cronicità, il disagio giovanile. Le amministrazioni locali dovranno essere protagonisti di questo piano, nel quale dovranno esserci anche più coraggio e innovazione per andare oltre il perimetro tracciato sino ad oggi, proprio alla luce dei cambiamenti socio-demografici.
Nel Veneto Orientale gli ambiti di integrazione tra sistema sociale e socio sanitario sono fortemente consolidati da tempo e si esercitano in particolare in virtù di specifici accordi di programma e delle deleghe conferite dai Comuni all’Azienda, da ultimo anche da parte del Comune di Cavallino che già dal suo ingresso ha avviato il percorso per il totale conferimento delle deleghe all’ULSS.

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