Veneto

Arpa Veneto/Giorni della merla: breve irruzione fredda ma tempo in prevalenza stabile

Stiamo entrando nei così detti “giorni della merla”, che secondo la tradizione popolare cadono alla fine
gennaio e vengono considerati i giorni più freddi dell’anno.

Come sappiamo in realtà non è sempre così: la collocazione di questo periodo infatti può variare anche di
molto tra un anno e l’altro, pur ricadendo con maggior frequenza, almeno nel nostro clima, tra dicembre e
gennaio.
Anche considerando la media climatica, ossia la media su un lungo periodo di tempo, di 20-30 anni, in realtà il periodo mediamente più freddo dell’anno varia leggermente anche a seconda delle zone, sia
all’interno della nostra regione che in modo ancor più evidente se allarghiamo lo sguardo a livello nazionale.

Sulla nostra regione ad esempio, analizzando le temperature medie giornaliere a scala decadale (cioè medie di 10 giorni in 10 giorni) calcolate per gli ultimi 20/30 anni, si può notare che i periodi mediamente più freddi dell’anno ricadono in prevalenza tra l’ultima decade di dicembre e l’ultima di gennaio.
In alcune zone della montagna come ad esempio a Cortina, Arabba e Asiago, la decade più fredda rispetta la tradizione collocandosi proprio nell’ultima decade di gennaio, nella maggior parte della pianura invece la decade mediamente più fredda risulta la prima di gennaio, anche se con valori in alcuni casi molto simili a quelli della seconda.

Quest’anno verrà rispettata la tradizione dei “giorni della merla”?

Nel corso di questo primo mese dell’anno, il tempo sulla regione, a parte un breve episodio perturbato
registrato il giorno 5, è risultato in prevalenza stabile per la frequente presenza di campi di alta pressione
sull’Europa centro-occidentale.
Tali condizioni hanno favorito spesso situazioni di inversione termica, il che significa che i valori di temperatura, specie nelle ore più fredde, sono risultati più bassi in pianura e nelle valli piuttosto che in quota.
Uniche parentesi fredde a tutte le quote si sono registrate tra i giorni 6 e 10 e per qualche giorno intorno al 20 gennaio, quando sulla regione sono giunte masse d’aria fredde di origine polare/artica che hanno riportato la colonnina di mercurio su valori sotto la media anche in montagna.

In questi prossimi e ultimi giorni del mese la situazione meteorologica sulla regione rimarrà sostanzialmente stabile, salvo il rapido transito nel corso di venerdì 28 di un modesto impulso di aria fredda da nord-ovest che favorirà, seppur temporaneamente, un calo delle temperature anche in montagna, fino a valori di qualche grado sotto la media su gran parte della regione.

In seguito, già tra sabato 29 e domenica 30, sembra riaffermarsi un campo di alta pressione con una nuova avvezione di aria relativamente calda in quota, prima di un possibile cambio della circolazione atteso nel corso della prossima settimana e accompagnato da un nuovo calo termico.

In definitiva “i giorni della merla” potrebbero effettivamente essere raggiunti proprio in questi ultimi giorni
del mese (in particolare tra il 28 e il 31) ma solo in qualche zona della pianura, dove la media delle
temperature minime potrà risultare in prevalenza intorno ai -2/-3°C.

In ogni caso tali valori saranno molto simili a quelli già registrati nel corso della terza e quinta pentade del mese (dal 11 al 15 e dal 20 al 25 gennaio) che rappresentano per la maggior parte della pianura i periodi mediamente più freddi, in termini di temperatura minima, raggiunti fino ad ora durante questo inverno. In montagna invece il previsto calo termico sarà probabilmente troppo breve per far scendere la media delle temperature minime al disotto dei valori termici registrati nella seconda pentade del mese (dal 6 al 10 gennaio) e nella seconda e quinta pentade di dicembre 2021 (6-10 e 21-25 dicembre), che fino ad oggi risultano mediamente i periodi più freddi registrati in montagna in questa prima parte dell’inverno 2021/2022.

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