Venezia

Aquae-Ecomuseo della Venezia Orientale diventa Ecomuseo del Veneto

AQUAE-Ecomuseo della Venezia Orientale, recentemente costituito dai 22 Comuni della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, ha ottenuto con DGR nr. 1878 del 29/12/2021 il riconoscimento ufficiale della Regione Veneto e potrà quindi fregiarsi del titolo di Ecomuseo del Veneto.
I soggetti riconosciuti entrano a far parte della rete regionale degli ecomusei e possono interloquire con la Regione nella progettazione e realizzazione del Forum degli operatori di settore previsto all’art. 7 della LR n. 30/2012.
AQUAE è fra i tre ecomusei riconosciuti, insieme a l’Ecomuseo Arcole dalle origini alla Battaglia Napoleonica (Arcole, VR) e l’Ecomuseo Valle del Bois -Fondazione Papa Luciani onlus di Canale d’Agordo (BL).

«Un territorio che continua a valorizzare la propria identità ed in questo caso valorizza quello dell’acqua, denominatore comune del nostro paesaggio, del nostro lavoro e del nostro ambiente. È bello pensare di vivere in un territorio che è tutto un museo e che lo dedichiamo ai nostri cittadini e ai nostri visitatori.» così Gianluca Falcomer, Presidente della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale.

L’ecomuseo intende caratterizzarsi come rete partecipata per la conoscenza, promozione e valorizzazione delle risorse culturali, storico, ambientali della Venezia Orientale, a partire dal tema delle acque e della fruizione attraverso la mobilità lenta. Il titolo in latino e al plurale, si associa a una storia che ha radici antiche e sta inoltre a indicare che l’acqua, nella Venezia Orientale, ha più forme tra fiumi, canali, bonifica, lagune e mare che non rappresentano solo il passato e il presente, ma anche un’importante sfida per un futuro sostenibile.

Molti sono gli obiettivi che si prefigge, dalla messa in rete e promozione delle risorse disponibili, alla conoscenza del territorio attraverso la mobilità lenta e gli itinerari definiti dal Masterplan della Ciclabilità del Veneto Orientale, al coinvolgimento attivo delle comunità con un approccio intergenerazionale per una consapevolezza dei patrimoni, al coinvolgimento dei giovani e delle scuole, alla collaborazione con associazioni e stakeholder del territorio, alla valorizzazione del patrimonio immateriale dei saperi, allo sviluppo di attività di ricerca e del turismo esperienziale d’area.

«Siamo felici del risultato frutto di un lungo e intenso lavoro e al tempo stesso siamo onorati di coordinare tale esperienza per i primi due anni, perché possa diventare un’occasione di lavoro insieme non solo tra i Comuni della Conferenza dei Sindaci, ma anche con le nostre comunità per valorizzare i patrimoni delle nostre terre» aggiunge Andrea Cereser, Sindaco di San Donà di Piave.

La struttura dell’ecomuseo prevede un “Comitato dei Comuni”, costituito dai rappresentanti dei 22 Comuni della Conferenza dei Sindaci e i “Tavoli di lavoro per l’ecomuseo” in ogni Comune con lo scopo di alimentare il processo partecipato attraverso rappresentanze della comunità quali, ad esempio, Associazioni, Scuole, referenti di Istituti Culturali (musei, biblioteche, archivi, centri didattico-naturalistici, centri studi e ricerche), altri soggetti pubblici/privati che si riconoscano negli obiettivi dell’ecomuseo e che desiderino contribuire allo sviluppo dello stesso.
Ogni Comune individuerà un punto informativo dell’ecomuseo per consentirne la presenza diffusa.
Per i primi due anni, la sede dell’ecomuseo è individuata presso il MUB di San Donà di Piave che svolge anche funzione di coordinamento.

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