Treviso

Appello-proposta al Ministro Franceschini e presidenti di Veneto e Fvg per salvaguardia ville venete

L’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti, organizzatrice del celebre Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, in questo momento di grande criticità dovuta all’epidemia determinata dal Covid-19, in continuità con la più grande battaglia che l’intellettuale trevigiano combatté, quella per la salvaguardia e la tutela delle ville venete, prende posizione affinché tale patrimonio non rischi di essere acquistato con “capitali stranieri o poco puliti”, da privati o società pronti ad approfittare delle gravi difficoltà finanziarie in cui versano molti proprietari a seguito della pandemia.

Non solo, a sostegno di ciò nell’appello che ha inviato al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga propone l’emanazione di apposite leggi che definiscano le destinazioni d’uso appropriate e consone per tali dimore onde evitare snaturamenti con perdita d’identità e tutelino anche l’intorno delle Ville Venete e quindi il paesaggio come elemento organico in cui sono armoniosamente inserite.

La situazione attuale. La pandemia ha causato un danno economico ai proprietari delle ville venete che si stima sia superiore ai 50 milioni di euro; esso è dovuto ai mancati introiti da visite, eventi, matrimoni ecc. e che consentivano di coprire in parte i costi di manutenzione e gestione degli immobili con annessi parchi e giardini.
A sollevare il problema è stata la stampa, che nelle scorse settimane ha dato ampio spazio alla tematica e alla disperazione dei proprietari.
“I proprietari delle Ville Venete e Friulane – scrive l’Associazione nell’appello – concorrono in modo significativo alla realizzazione di quanto espresso dall’articolo 9 della Costituzione, recepito dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Essi mantengono in vita beni di eccezionale importanza culturale ed ambientale e li rendono fruibili da parte dei cittadini generando una formidabile occasione di sviluppo turistico”.

Oggi come nel dopoguerra. È merito di Giuseppe Mazzotti aver riportato l’attenzione della critica e del grande pubblico, oltre che della politica, su questo incomparabile patrimonio storico-artistico che stava vivendo un momento drammatico.
Bepi Mazzotti è ricordato oggi come “il salvatore delle ville venete” (o “”il Robinson delle ville venete.
Egli fu infatti tra i primi a riconoscere l’unicità e l’organicità del patrimonio delle ville venete e si spese strenuamente affinché nel dopoguerra questi gioielli, abbandonati a causa delle difficoltà economiche dei proprietari, fossero salvaguardati e tutelati.

L’Associazione chiede un sostegno immediato per i proprietari delle ville, ma propone anche opportuna legislazione a tutela di questo patrimonio e del suo valore.

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