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Andar per monti/A Longarone si studia la suola con più grip

Longarone – Suole più sicure e facilmente riciclabili sono l’oggetto del nuovo studio capitanato da Dolomiticert “GRIPALP – Suole ad elevate prestazioni per l’ambiente alpino”, finanziato dal Programma Interreg V-A Italia-Austria per 376.000 euro su un importo complessivo pari a 461.000 euro, che vedrà l’istituto di Longarone affiancato dall’Università di Innsbruck e dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova. GRIPALP è la naturale prosecuzione di OutFeet, progetto concluso dallo stesso pool di ricercatori e finanziato dallo stesso Programma concentrato sull’ergonomia delle calzature e dal quale sono emersi interessanti spunti sulle prestazioni della calzatura intera.

Partendo dalla constatazione che è lo scivolamento su ghiaccio o roccia la prima causa di infortuni per chi fa trekking, i partner hanno puntato ad approfondire la questione suole, in modo da sviluppare una nuova classe di componenti performanti per le calzature da utilizzare negli sport alpini.
Sotto la lente i materiali impiegati per dare maggiore stabilità e minore scivolamento agli sportivi: gli esperti dell’ateneo patavino indagheranno nuove formulazioni di materiali e additivi per la realizzazione di campionature e di prototipi che poi Dolomiticert verificherà avvalendosi dei macchinari di ultima generazione del laboratorio calzature.

Ma c’è di più: GRIPALP andrà verso una produzione più “green” delle scarpe da montagna, che, abitualmente, costituiscono un grosso problema di smaltimento per l’impossibilità di separare le suole usurate dal tomaio, impedendo la differenziazione dei rifiuti. Oltre al fatto che, i prodotti attualmente in commercio, nella pratica dell’attività sportiva, rilasciano microplastiche non biodegradabili nell’ambiente.

Attraverso tecniche produttive alternative, il progetto ha come obiettivo anche quello di individuare metodi di accoppiamento tra suola e tomaio che garantiscano una tenuta ottimale durante l’utilizzo e che ne facilitino lo smontaggio a fine vita per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti.
L’esperienza dell’Università di Innsbruck nella ricerca su attrito e scivolamento e le competenze in ambito biomeccanico saranno il giusto completamento del know how degli altri due partner.

Una sfida ambiziosa che vedrà impegnati i ricercatori per un periodo di 30 mesi.

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