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Alla Francescon si parla di disturbi del comportamento

“Disturbi del comportamento: Riconoscerli, Comprenderli, Intervenire”.
E’ questo il tema del prossimo appuntamento online di Cafè Alzheimer, l’iniziativa della Residenza per Anziani Francescon dedicata alle famiglie interessate dalla gestione della nota patologia.
L’incontro è in programma per lunedì 21 dicembre alle 16.30 e si svolgerà da remoto, come nelle scorse settimane, a seguito dell’impossibilità di organizzare eventi in presenza.
L’utilizzo della modalità a distanza, unita alla gratuità dell’evento, rappresenta un’occasione importante per tutte le famiglie del Veneto Orientale interessate al tema.

Nonostante l’emergenza in atto e a fronte dell’importanza del tema trattato, la Francescon ha voluto comunque garantire il proseguimento di questo filone, che da anni rappresenta un punto di riferimento per tanti cittadini.
Prenderanno parte all’appuntamento di lunedì pomeriggio Rovena Ballkoci ed Erika Momesso, rispettivamente infermiera e psicologa, che aiuteranno gli ospiti a capire in quale fase della malattia si presentano i disturbi comportamentali e soprattutto quali strategie non farmacologiche poter adottare per riuscire a contenerli il più possibile.

Sarà data particolare importanza anche agli eventuali segnali di stress da parte del caregiver, ossia colui che si prende cura del congiunto.
Per richiedere l’accesso al collegamento meet basterà inviare una mail all’indirizzo homecare@residenzafrancescon.it o telefonare al numero 0421/71329 int. 0708 (riferimento Chiara Perazzolo).
«La letteratura scientifica ha dimostrato come gli interventi di tipo individuale siano molto efficaci nel ridurre lo stress percepito», spiega Chiara Perazzolo, referente del Cafè Alzheimer, «perché si adattano ai bisogni specifici del caregiver.

E’ per questo che abbiamo voluto concentraci, nel prossimo incontro, su queste tematiche.
I disturbi del comportamento sono una delle tante manifestazioni della demenza, con conseguenze importanti sul benessere della persona che ne soffre e di chi se ne prende cura. Imparare a riconoscerli è di fondamentale importanza, sia per poter richiedere la prescrizione di una corretta terapia farmacologica sia per poter individuare, con il supporto di professionisti, interventi efficaci.
Tali azioni -conclude Perazzolo- sono infatti in grado di intervenire sul miglioramento della qualità di vita dell’intero nucleo familiare poiché agiscono sia sulla persona malata che sul caregiver, riducendo la sintomatologia ansioso depressiva».

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