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Al via il “Festival dell’Acqua 2019”

Oltre 150 relatori e i rappresentanti delle 500 aziende italiane associate a Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche. Venezia per due giorni ospita il “Festival dell’Acqua”, manifestazione organizzata da Utilitalia e dalla multiutility lagunare Veritas spa.
L’inaugurazione della due giorni di incontri e conferenze stamattina nella sede della Fondazione Querini Stampalia: a portare il saluto dell’Amministrazione comunale la presidente della V Commissione consiliare Lorenza Lavini, che ha aperto i lavori assieme, tra gli altri a Mauro D’Ascenzi, presidente di Utilitalia Servizi, Vladimiro Agostini, presidente di Veritas spa, Patrick Silbernagl, presidente di Asm Bressanone, e Marino Cortese, presidente della Fondazione Querini Stampalia.

“Sono orgogliosa di poter presentare a una platea così qualificata – ha dichiarato la presidente Lavini – le peculiarità del modello Venezia in tema di gestione integrata delle risorse idriche. Questa importante manifestazione dimostra come l’acqua costituisca un legame indissolubile e un punto di forza tra la Città antica e la Terraferma”. La consigliera Lavini ha poi spaziato sui progetti futuri dell’Amministrazione, sottolineando anche quanto già attuato in tema di risorse idriche: “Il sindaco Luigi Brugnaro parlando ai giovani laureati cafoscarini a San Marco ha annunciato la volontà di portare a Venezia studi all’avanguardia sui cambiamenti climatici e sull’innalzamento dei mari – ha sottolineato – abbiamo ancora ben chiare in mente le immagini di neanche un anno fa quando condizioni meteo avverse hanno determinato un’acqua alta eccezionale, allagando praticamente tutto il centro storico. Dobbiamo fare in modo che le importanti infrastrutture realizzate in questi anni possano finalmente entrare in funzione”.

Come presidente della V Commissione consiliare Ambiente, Lavini ha poi presentato alla platea le ultime modifiche al Regolamento edilizio: “Abbiamo inserito regole più chiare e rigide per fare in modo che i palazzi veneziani siano dotati di fosse settiche. Un segnale concreto verso la salvaguardia dei nostri rii e canali. A ciò si aggiunge il progetto per valorizzare i fanghi da depurazione civile e rimuovere gli inquinanti emergenti dai percolati”, ha concluso.

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