Treviso

Al Cà Foncello/Trapianto di cornea in notturna per salvare l’occhio di una bimba di 12 anni

Intervento urgente in notturna, domenica all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, per salvare l’occhio, con un trapianto parziale di cornea, a una bimba affettata da una grave malattia.
A raccontare l’accaduto, non senza emozione, è il primario di Oculistica, dottor Giuseppe Scarpa: “Sabato scorso alle 18 riceviamo una chiamata da un ospedale fuori Regione: ci viene chiesto aiuto per una paziente di 12 anni, operata da poco all’occhio destro ma la cui situazione non si è stabilizzata e che necessita di un nuovo intervento in un centro specializzato. La paziente ha una storia clinica molto severa, nel cui ambito deve fare i conti con una serie di alterazioni a carico della cute, dei polmoni, del tratto gastroenterico e, anche, degli occhi.


È in questo contesto che la piccola ha sviluppato una lesione alla cornea che ha poi portato alla perforazione dell’occhio, motivo che ha richiesto il primo intervento.
Il problema tecnico che ci siamo trovati ad affrontare – spiega Scarpa – è stato riparare una perforazione di natura distrofica corneale, troppo estesa per essere trattata in maniera tradizionale con suture, in una bambina con gravi problematiche sistemiche.
In questi casi una delle possibilità è eseguire un trapianto di tutta la cornea, ma tale procedura è molto pericolosa nei bambini e nei soggetti con malattie infiammatorie della superficie oculare per l’alto rischio che il trapianto venga rigettato.


Si è deciso quindi di tentare di eseguire un trapianto speciale di piccolo diametro, per ridurre al minimo i rischi.
La bambina è stata trasferita al Ca’ Foncello in ambulanza.
Ci siamo rivolti alla banca dei tessuti che, nonostante l’ora ormai notturna e la giornata festiva, ha messo a disposizione un lembo di cornea prelevato da un paziente deceduto, adatto ad un bambino, e lo ha fatto arrivare presso la sala operatoria dell’oculistica in tempi rapidi.
Ricevuto il tessuto i coordinatori infermieristici hanno immediatamente allestito la sala operatoria e il servizio anestesia ha fatto arrivare un medico anestesista”.


L’intervento è iniziato all’1 di domenica, non appena la piccola è giunta all’ospedale di Treviso, e si è concluso alle 4: è stato eseguito dai due chirurghi dr Gianluca Capello e dr Derri Roman-Pognuz, coadiuvati dalla strumentista di oculistica Grazia Mise, con il supporto del medico anestesista dr.ssa Annapaola Dotto.
“L’intervento è perfettamente riuscito – sottolinea il dr Scarpa – le condizioni dell’occhio sono molto buone; saranno necessari ancora controlli e cure mediche per qualche giorno prima che la piccola possa essere dimessa.


Tutto è andato bene, lasciando un grande sollievo alla famiglia della bimba e a tutti gli operatori, accompagnato dalla grande soddisfazione di essere riusciti, tutti insieme, ad organizzare in poche ore, in orario notturno di un giorno festivo, un intervento di grande complessità tecnica su una paziente fragile in età pediatrica”.
“Il problema all’occhio è stato, per mia figlia, purtroppo l’ultimo di una lunga serie – racconta la mamma.
Veniamo da tre anni difficili, di lotte continue, e non posso che rivolgere un grande ringraziamento all’équipe di Oculistica di Treviso che si è messa al lavoro di notte per salvare l’occhio della mia bimba.
Un plauso va all’organizzazione e all’efficienza che ho trovato qui.


Quando siamo arrivati al Ca’ Foncello, in piena notte, era già tutto organizzato per l’intervento: siamo stati davvero fortunati ad approdare a Treviso.
Dobbiamo la nostra gratitudine a tutto il personale che si è dimostrato, oltre che assolutamente professionale, anche eccezionale dal punto di vista umano, aspetto non trascurabile specie in situazioni come la nostra”.


“Alla piccola e alla sua famiglia va un grande abbraccio da parte di tutti noi – commenta il direttore generale, Francesco Benazzi.
Ci è sembrato doveroso accogliere la richiesta d’aiuto arrivata sabato sera dai colleghi di un altro ospedale e fare il possibile, intervenendo di notte, per effettuare tempestivamente il trapianto di cornea per salvare l’occhio alla piccola, già provata da anni di malattia e sofferenza.
A tutti gli operatori che si sono prodigati e che tuttora la stanno seguendo va il mio sentito ringraziamento: è in casi come questo che si misura l’umanità e la professionalità di chi ha scelto questo mestiere”.

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