Treviso

Al Cà Foncello/Interventi chirurgici in aumento nonostante le restrizioni covid

Un bilancio estremamente positivo, che vede un aumento del 5% del numero di interventi rispetto all’anno precedente, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia.
Questo il risultato ottenuto, a consuntivo del 2021, dall’équipe di Chirurgia 2 (già Chirurgia 4) dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, diretta dal prof. Giacomo Zanus.

“Si tratta di un risultato importantissimo – commenta Zanus – reso possibile dalla virtuosa, encomiabile collaborazione di tutti.
La quotidiana sinergia tra chirurghi, anestesisti e personale infermieristico ha consentito di riorganizzare i percorsi di cura, garantendo il mantenimento dell’offerta assistenziale chirurgica anche durante il picco pandemico, nel pieno rispetto delle direttive regionali a favore dei pazienti oncologici e della patologia in urgenza.

Come Chirurgia 2 non abbiamo interrotto l’attività chirurgica nonostante l’inevitabile riduzione delle sale operatorie, legata alla redistribuzione del personale per le esigenze assistenziali e la campagna vaccinale.
Grazie alla disponibilità del personale medico anestesiologico (diretto dal dr. Farnia e attualmente dal dr. Peta), del mio gruppo chirurgico, del personale infermieristico e delle coordinatrici, con il fondamentale supporto della Direzione Ospedaliera, abbiamo rimodulato i percorsi di cura del paziente chirurgico e l’attività delle sale operatorie.

I DATI
“Nel 2021 – illustra Zanus – abbiamo eseguito 1.220 interventi di chirurgia in elezione e in urgenza, con un aumento del 5% rispetto al 2020, a conferma di un’oltremodo positiva risposta in termini assistenziali nonostante le ondate pandemiche che hanno gravemente pregiudicato l’attività chirurgica in tutto il territorio nazionale.

Per quanto concerne la patologia tumorale riguardante il fegato, le vie biliari e il pancreas – aggiunge – nel 2021 abbiamo ulteriormente incrementato l’attività operatoria eseguendo 285 interventi (+11% rispetto al 2020) dimostrando sia qualitativamente sia quantitativamente di non aver penalizzato i pazienti oncologici.
I tempi di attesa per intervento chirurgico per patologia oncologica sono stati mantenuti entro i 30 giorni, come da direttive regionali.

Sottolineo – prosegue il primario – il processo di rivalutazione scientifica e statistica dei dati inerenti la nostra esperienza che ha determinato l’elaborazione di uno studio in fase di pubblicazione su rivista internazionale.
Sono stati messi a confronto i risultati a breve termine dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico maggiore per patologia oncologica nei 7 mesi di limitato/assente accesso alla Terapia Intensiva (novembre 2020 – maggio 2021), con i pazienti sottoposti a intervento per la stessa patologia nei 2 anni precedenti (novembre 2018 – ottobre 2020).
Pur trattando pazienti più anziani nel primo periodo (età media 74 vs. 67 anni nel secondo), non vi sono state differenze significative in termini di necessità di emotrasfusione, tempi operatori, complicanze maggiori e durata di degenza”.

ATTIVITA’ FORMATIVA E DI RICERCA

“L’attività assistenziale e chirurgica – prosegue Zanus – non ha penalizzato quella formativa e didattica universitaria finalizzata alla formazione dei nuovi medici: durante la pandemia sono proseguite le lezioni accademiche di Clinica Chirurgica 1 e 2 per il 5 e 6 anno di corso (a distanza e quando possibile in presenza), i tirocini professionalizzanti e i tirocini pratico-valutativi per gli studenti del corso di laurea in medicina e per gli specializzandi.

L’attività di ricerca è proseguita incessantemente e tramite Chirurgia 2 l’Ospedale di Treviso partecipa attivamente ad oltre 27 progetti di ricerca internazionali con particolare riferimento allo studio del trattamento del Covid, dell’impatto della viremia sui pazienti oncologici di pertinenza chirurgica e sulla patologia oncologica del fegato, delle vie biliari, del pancreas, dello stomaco e del colon-retto.

L’apertura verso la società civile secondo le direttive della “Terza Missione” dell’Università ha prodotto l’istituzione di progetti di ricerca in collaborazione con l’imprenditoria per l’applicazione delle moderne tecnologie quali la telemedicina nella gestione dei pazienti chirurgici nella criticità pandemica
L’enorme mole del lavoro di ricerca ha consentito, nel solo 2021, la pubblicazione di 45 pubblicazioni internazionali ad elevato Impact Factor, complessivamente 71 dall’inizio della pandemia.”

“All’équipe del prof. Zanus, così come a tutto il personale, ospedaliero e territoriale, che dall’inizio della pandemia si sta prodigando senza sosta per garantire sia un’ottimale gestione del Covid sia il proseguimento delle attività “ordinarie” – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi – va il mio più sentito e sincero ringraziamento per la disponibilità, professionalità, abnegazione e spirito di squadra con cui stanno lavorando”.

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