Treviso

A Villorba finisce sotto sequestro azienda di abbigliamento cinese. Grave sfruttamento manodopera

E’ finito sotto sequestro un capannone in Comune di Villorba, sede di un’azienda di confezioni e accessori per l’abbigliamento, il cui titolare “formale”, in concorso con l’amministratore di fatto, entrambi cittadini cinesi, hanno assunto, impiegato ed utilizzato manodopera (anche in nero), sottoponendo i lavoratori, circa una ventina, a gravi condizioni di sfruttamento.

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Treviso, ha permesso di accertare che i lavoratori, laddove regolarizzati, a fronte di contratti di lavoro part-time o con un numero di ore limitate, prestavano, in condizioni igienico-sanitarie degradanti e in assoluta mancanza di misure di sicurezza, più di 12 ore di lavoro al giorno, sabato e domenica comprese.

Riposi e ferie erano un miraggio.

In particolare alcuni lavoratori bengalesi e pakistani, indotti ad accettare le condizioni imposte dal datore di lavoro in quanto entrati di recente nel territorio nazionale e in cerca di lavoro ai fini della regolarizzazione, è stata corrisposta una retribuzione mensile di soli 40/50 euro, una spesa alimentare mensile di analogo importo, nonché offerto un alloggio nel medesimo Comune di Villorba, in cui vivevano in condizioni igienico-sanitarie deprecabili.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno osservato come ogni mattina i bengalesi e pakistani venivano prelevati dall’abitazioni e portati in azienda e in tarda serata riaccompagnati.

A dicembre l’azienda è stata sottoposta a verifica congiunta dall’Ispettorato del Lavoro, SPISAL, INPS e Vigili del Fuoco, che hanno contestato diverse violazioni.

Ieri è giunto l’oridine di mettere sotto sequestro l’intero capannone e i numerosi macchinari.

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