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A San Donà lo spettacolo teatrale Norimberga 1945

Dopo il 75° anniversario della morte di Attilio Rizzo e Giovanni Baron deceduti a Mauthausen nel 1945 che ha visto un’importante partecipazione delle scuole sandonatesi, venerdì prende avvio anche il progetto “Tempo della Memoria” curato dall’Associazione Four e Lab4 e promosso con una serie di eventi a San Donà di Piave in collaborazione con il Comune e i Musei Civici Sandonatesi.

La mattinata sarà dedicata a due momenti di approfondimento storico per le scuole secondarie di secondo grado, tenuti dal prof. Andrea Bienati, Direttore della Didattica presso la SSML di Mantova Unicollege, dove insegna anche Sociologia della Devianza, Sociologia delle Migrazioni e Sociologia dei Processi interculturali, nonché docente del corso “Storia e didattica della Shoah, delle Deportazioni e dei Crimini contro l’Umanità”, presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e presso il Master Internazionale di II Livello sulla Didattica della Shoah, organizzato dall’Università Roma Tre. Il prof. Bienati.

Dal pomeriggio inizieranno invece una serie di iniziative per la cittadinanza: alle ore 18, presso la sala conferenze, si terrà l’inaugurazione del progetto “Tempo della Memoria” e la presentazione dell’installazione che caratterizzerà l’iniziativa di quest’anno e che sarà collocata in Piazza Indipendenza per il periodo degli eventi.

Seguirà alle ore 21, nell’auditorium del Centro Culturale Leonardo da Vinci: Norimberga 1945 Processo ad un crimine moderno, opera storico-teatrale nata nel 2010 dalla collaborazione tra Andrea Bienati e Davide Romano, portavoce della Sinagoga ‘Beth Shlomo’ di Milano. L’ingresso all’evento è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Si tratta di una vera e propria “docufiction teatrale”, che ripropone passi del celebre Processo di Norimberga per crimini contro l´Umanità: un processo che ha cambiato il rapporto tra gli Stati e ha ribadito come principio ineludibile la responsabilità personale di fronte alle vicende della vita e della storia. Nella ricostruzione scenografica del Tribunale di Norimberga, fredda ed essenziale, riecheggiano gli alibi di Hans Frank, il giurista-carrierista; Hermann Goering, il politico-negazionista; Albert Speer, il tecnocrate pentito; Rudolf Hoess, cinico guardiano di una ‘fabbrica dello sterminio’.

Le loro parole vengono accompagnate da interventi di carattere storico e sociologico per offrire spunti di riflessione sugli elementi che portano, gradualmente, alla discriminazione di una persona o di un gruppo sociale: l´annullamento dell´empatia, la creazione di un ‘diverso’, la ghettizzazione, fino alla violenza verbale, psicologica e fisica.

Sul palco de ‘Il processo di Norimberga’ le voci di accusa e difesa si dipanano in un susseguirsi incalzante di giustificazioni labili che, minuto dopo minuto, rendono sempre più evidente quella che Hannah Arendt definì la banalità del male. Immagini originali e inedite di fotografie e documenti riguardanti le immagini della vita quotidiana dell´epoca sono lo sfondo del dibattimento, reso vivo da tre attori, con il contrappunto di una voce ‘fuori campo’ a guidare la riflessione.

Pochi sanno che a inizio processo il parere della giuria tendeva verso l´assoluzione degli imputati. Le cose cambiarono quando vennero mostrati in aula i volti e i corpi delle vittime. Un percorso che ‘Norimberga 1945 – Processo ad un crimine moderno’ vuole fare rivivere oggi agli spettatori per ribadire, a quasi settant´anni di distanza, l´importanza dei valori che stanno alla base di ogni società civile.

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