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A Pordenonelegge le riflessioni di un gesuita afrottimista

È uno dei teologi più brillanti del continente africano: Agbonkhianmeghe Orobator, gesuita nigeriano, responsabile della Compagnia di Gesù per l’Africa e il Madagascar, si è convertito al cattolicesimo a 16 anni. In Italia esce per Editrice missionaria italiana Confessioni di un animista. Fede e religione in Africa (pp. 248, euro 23,00, in libreria dal 16 settembre), il libro al quale l’Autore affida, con originalità e freschezza di pensiero, le sue riflessioni sul futuro del cristianesimo in Africa e sul suo contributo alla Chiesa globale.

Convinto afrottimista, Orobator afferma che è necessario un radicale cambiamento di prospettiva riguardo all’animismo e alle tradizioni religiose africane, abbandonando le categorie di primitivismo e di arretratezza culturale che per secoli sono state loro affibbiate, persino dagli stessi missionari. Al contrario, secondo il gesuita l’animismo «costituisce la base o sottoscrittura della coscienza religiosa degli africani» sulla quale di sono innestati islam e cristianesimo.

Orobator Agbonkhianmeghe

Figlio di due devoti animisti, cresciuto con «una stanza delle medicine» tra rituali e abluzioni, l’Autore non smette mai di ricordarci che è proprio la sua esperienza personale di «convertito» al cattolicesimo e di «africano» ciò che gli permette di ritrovare nella vitalità e nella spiritualità del continente il contributo essenziale che il cristianesimo africano potrà dare alla chiesa globale. Le «radici» animiste degli africani, la loro fervente religiosità e la vitalità del loro modo di vivere la fede hanno reso la religione uno «stile di vita», parte integrante della loro quotidianità. Una vitalità che sicuramente – Orobator ne è convinto – sarà in grado di portare una «rianimazione spirituale» dal Sud al Nord del mondo, dove le chiese si stanno oramai svuotando.

La convinzione che la persona umana e il cosmo sono in connessione vitale e che influenzano e dipendano l’uno dall’altro portano al rispetto della natura, alla difesa dell’ecologia e delle stesse relazioni familiari. Secondo Orobator, è questa concezione molto ha in comune con il concetto di ecologia integrale sviluppato da papa Francesco nella Laudato si’, un monito per tutti i cattolici sul fatto che la salvaguardia del creato non può essere scissa dalla difesa della vita umana.

La riflessione del teologo nigeriano, tuttavia, non si ferma qui, si dedica infatti anche al ruolo delle donne nella società africana e nella chiesa stessa, rilevandone forti criticità: dalla permanenza di una mentalità «patriarcale e clericale» che poco spazio dà alle donne, soprattutto a livello istituzionale, alla discriminazione di genere. Orobator chiede per le donne una «leadership in ogni ambito della chiesa e della società». Nonostante gli esperimenti portati avanti con le «Piccole comunità cristiane» (SCC), c’è ancora molto da fare su questo.

Confessioni di un animista non è solo un saggio teologico, è un volume che, anche attraverso i contributi della sociologia, alla teologia e all’antropologia africana, chiama un «riscatto morale dell’Africa», dove si afferma con chiarezza che «la religione africana ha qualcosa da insegnare alla chiesa nel mondo».

Agbonkhianmeghe E. Orobator, Confessioni di un animista. Fede e religione in Africa, Editrice missionaria italiana, pp. 248, euro 23, in libreria dal 12 settembre
Alla Festa del Libro sabato 21 settembre
Ore 11.30, Teatro Verdi – Sala Ridotto

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