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A Cinemazero la versione final cut di Apocalypse now

Venerdì 11 ottobre Cinemazero inaugura un ciclo di appuntamenti con la settima arte da vivere in Mediateca e in sala. Infatti, a partire da ottobre, saranno organizzati incontri di approfondimento critico e proiezioni di classici restaurati e in pellicola, che si alterneranno nel corso dell’anno per delineare una carrellata delle migliori opere che hanno segnato la storia del cinema internazionale.
Il primo appuntamento è venerdì 11 ottobre in Mediateca di Cinemazero (Palazzo Badini, via Mazzini 2). Alle 19.00 Paolo D’Andrea, formatore di Cinemazero, condurrà un approfondimento critico su Francis Ford Coppola. Un viaggio attraverso la sua filmografia, tra curiosità ed aneddoti, per prepararsi al meglio alla proiezione a Cinemazero de Apocalypse Now – Final Cut, lunedì 14 ottobre alle 21.00 e mercoledì 16 alle 19.00, in lingua originale con sottotitoli in italiano.

La versione del film, che ritorna sul grande schermo a 40 anni dalla sua prima uscita nelle sale, è stata considerata dallo stesso regista “perfetta”.
Restaurato da American Zoetrope al laboratorio Roundabout (con la collaborazione del laboratorio bolognese L’Immagine Ritrovata), il film è distribuito dalla Cineteca di Bologna, dopo l’anteprima europea dello scorso 28 giugno al festival Il Cinema Ritrovato, presentato dallo stesso Francis Ford Coppola in Piazza Maggiore a Bologna di fronte a 10mila spettatori.

Per il suo Apocalypse Now: Final Cut il regista ha affermato di aver trovato una versione migliore studiando i vecchi tagli del film conservati su Betamax, grazie ai quali ha scoperto dove ha sbagliato a modificare la pellicola (a causa della pressione finanziaria e distributiva) e di aver rimosso 20 minuti del nuovo materiale da Apocalypse Now: Redux. La versione del film così realizzata è di 182 minuti. Questa è la prima volta che il negativo originale viene scansionato, poiché tutti i precedenti trasferimenti sono stati effettuati da un IP. Oltre 11 mesi, oltre 2.700 ore sono state spese per pulire e ripristinare i 300.173 fotogrammi del film. La scansione 4K, combinata con l’elaborazione HDR Dolby (Dolby Vision), ha portato a un livello di profondità e dettaglio nella fotografia di Vittorio Storaro che il pubblico non poteva vedere prima, specie nelle scene notturne.

Il capolavoro del 1979 non parla del Vietnam, o meglio, come dichiara lo stesso regista “il mio film è il Vietnam. La sua traiettoria riflette quella degli Stati Uniti in Vietnam. Eravamo nella giungla, eravamo troppi, con molti soldi e mezzi a disposizione e poco a poco siamo impazziti”.
Ora, quella pazzia è al culmine: condensata in 183 minuti di folle umanità.

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