Veneto

620 fatture false/Ecco come un’azienda evadeva alla grande

A guardare le fatture d’acquisto, l’azienda di cui è amministratore lavorava alla grande.
Invece, non proprio: oltre 600 di quelle fatture sono infatti risultate inventate di sana pianta, create per portare nei libri contabili delle spese in realtà mai sostenute (620 in tutto).
Era questo il sistema fraudolento e tutt’altro che ingegnoso, allestito dall’amministratore unico di una società della bassa padovana operante nel settore della fabbricazione di forme per calzature.

Lo hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale di Padova, con un’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, che ha portato oggi ad un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, del valore di un milione di euro.
Provvedimento emesso nei confronti dell’amministratore risultato averenelle sue disponibilità 11 immobili e 13 conti correnti ed ora indagato per aver utilizzato fatture false che si era “autoprodotto” a discapito degli ignari fornitori.

Secondo quanto accertato, a partire dal 2014, la società aveva utilizzato 620 fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, per un imponibile di 4,5 milioni di euro, “apparentemente” emesse da 50 calzaturifici italiani che, interpellati, per la maggior parte non ha nemmeno mai intrattenuto rapporti commerciali con la ditta padovana, mentre alcuni hanno dichiarato di aver collaborato con l’azienda solo in passato e di non aver mai effettuato cessioni di beni consistenti come appariva.
Dunque le fatture false erano prodotte “in casa” dallo stesso imprenditore, per poi confluire nei modelli dichiarativi della società al solo scopo di evadere l’imposta sul valore aggiunto (l’Iva).

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