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Nel Veneto orientale la prevenzione stradale entra nelle autoscuole

Personale dell’Ulss4 entrerà nelle autoscuole per formare i prossimi neopatentati sui fattori di rischio alla guida e trasmettere nozioni di primo soccorso.

La novità nasce nell’ambito di un progetto volto a prevenire gli incidenti cosiddetti “in itinere”, cioè nel tragitto tra casa-lavoro e viceversa, che rappresentano la maggioranza degli incidenti stradali, realizzato dal Dipartimento di prevenzione dell’Ulss4 con la collaborazione di quasi tutte le autoscuole del Veneto orientale, basti pensare che il personale di questa Azienda sanitaria interverrà in una quarantina di sedi di corso coinvolgendo circa 1700 ragazzi.

Il progetto è stato presentato questa mattina nella sede centrale dell’Ulss4, alla presenza del direttore generale Carlo Bramezza, dei direttori del dipartimento di prevenzione Luigi Nicolardi e dello Spisal Lucia Calgaro.

Presenti anche i titolari di tre autoscuole in rappresentanza dei colleghi: Michele Giro dell’autoscuola Piave, Francesco Scaramuzza dell’autoscuola Baradel, Alberto Buran dell’omonima autoscuola.
E’ un progetto innovativo, nato in questa Ulss e finanziato dalla Regione Veneto – ha spiegato il direttore generale Carlo Bramezza – . Innovativo perché per la prima volta un medico e un tecnico dello SPISAL entreranno nelle autoscuole, terranno due ore di lezione ai ragazzi nell’ambito del percorso formativo che li porterà all’esame della patente di guida. Il tutto senza alcun costo a carico delle autoscuole che hanno subito capito la bontà del progetto e che ringraziamo per la loro collaborazione.
Sono convinto che questa attività di prevenzione – ha concluso Bramezza – avrà un importante impatto sui giovani e mi auguro che venga replicata ovunque, in Veneto e non solo.

Il progetto prevede quindi, nel dettaglio, la presenza di un medico e di un tecnico della prevenzione in circa 180 corsi di preparazione all’esame per il rilascio della patente di guida, per complessive 360 ore. L’intervento del personale dell’Ulss4 sarà di tipo info-formativo, tratterà il corretto utilizzo dei mezzi di trasporto, dei dispositivi di sicurezza e di protezione (ad esempio giubbotti o bretelle riflettenti da indossare a seguito di una sosta del veicolo), fornirà informazioni sui rischi che incorre l’autista in caso di mancata osservanza delle norme di circolazione e/o i rischi in presenza di uno stato psicofisico alterato da alcol, droga, medicinali, i quali possono fortemente condizionare il comportamento alla guida, così come l’utilizzo non corretto del cellulare durante la guida. Le autoscuole, dal canto loro, si sono impegnate ad inserire nel programma didattico la novità.

Il progetto nasce dal fatto che oltre la metà delle morti sul lavoro è causata da incidenti su un mezzo di trasporto – ha spiegato il dottor Luigi Nicolardi – di questi circa la metà avviene “in itinere” e sono in costante aumento anche a livello locale. La strada è diventata quindi il sito di lavoro più pericoloso e merita l’attenzione degli operatori della sanità pubblica.

Dalle autoscuole la massima collaborazione: Purtroppo abbiamo avuto vari allievi deceduti in incidenti stradali – ha commentato Michele Giro dell’Autoscuola Piave – ben vengano queste iniziative che integreremo nei corsi serali. L’autoscuola è il luogo dove i ragazzi realizzano un sogno – ha aggiunto Scaramuzza della Baradel – è il luogo dove si formano i conducenti del futuro e dove gli stessi sono ricettivi in ciò che gli viene trasmesso, spiegare questi concetti con personale preparato, al di fuori del nostro ambito, sarà efficace.

Gli incidenti stradali si possono combattere con la repressione e con la formazione- ha concluso Buran dell’omonima autoscuola – noi possiamo contribuire con la formazione, se a questa abbiamo la possibilità di avere le istituzioni al nostro fianco sarà sicuramente più efficace nel raggiungere, nel tempo, lo scopo finale.

In Italia, ogni anno vengono denunciati all’INAIL 940.000 infortuni sul lavoro, gran parte dei quali avvenuti alla guida o a bordo di un veicolo. Il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, prorogato al 31 dicembre 2019, prevede lo sviluppo di programmi di prevenzione degli incidenti stradali e la riduzione della gravità dei loro esiti, attraverso un approccio multisettoriale che coinvolge diverse istituzioni. La Sanità Pubblica, attraverso l’azione dei servizi del Dipartimento di prevenzione, può dunque contribuire concretamente alla riduzione degli incidenti stradali e gli infortuni in itinere come in questo caso.

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