Veneto

Il virus cinese/Le direttive del Ministero e i sintomi

E’ arrivata oggi a tutte le Ulss e agli ospedali veneti la circolare ministeriale che contiene le prime indicazioni utili nella prevenzione e il trattamenti della “Polmonite da nuovo Coronavirus in Cina”.

Com’è noto, a fine dicembre la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota, verificatisi nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei.

La maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un ingrosso di frutti di mare e animali vivi.
I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie: gli esami radiologici del torace evidenziano lesioni infiltrative bilaterali diffuse.

Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia.
Una forma inizialmente lieve può progredire in una più grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche pre-esistenti, come ipertensione e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi.

Il 9 gennaio scorso, il CDC cinese ha reso noto di aver identificato il nuovo coronavirus (2019-nCoV) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.
Il nuovo coronavirus è strettamente correlato a quello della sindrome respiratoria acuta grave, la tristemete nota Sars.

I coronavirus sono una grande famiglia di virus respiratori che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria mediorientale (MERS) alla (SARS).

Al 21 gennaio 2020, sono stati rilevati casi con storia di viaggi a Wuhan in altre aree della Cina, come Pechino, Guangdong e Shanghai.
Anche la Thailandia, il Giappone e la Corea del Sud hanno segnalato casi.
L’OMS ha convocato una riunione per valutare se l’epidemia rappresenti un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.

Recentemente le autorità cinesi e l’OMS hanno confermato che è stata dimostrata trasmissione da persona a persona e si sono verificati casi fra il personale sanitario.
Le autorità cinesi hanno informato l’OMS di aver applicato alcune misure di sanità pubblica:

• sono stati identificati e sottoposti a follow up i contatti stretti, inclusi gli operatori sanitari;
• la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan ha effettuato una ricerca attiva dei casi ed è stata completata l’indagine retrospettive dell’attuale cluster di pazienti;
• il mercato ittico all’ingrosso di Huanan è stato temporaneamente chiuso e sono state effettuate misure di sanificazione ambientale e di disinfezione;
• sono state implementate attività di comunicazione del rischio per aumentare la consapevolezza e l’adozione di misure di auto-protezione.

L’OMS sta monitorando attentamente la situazione ed è regolarmente in contatto con le autorità nazionali cinesi per fornire il supporto necessario.
È stata predisposta una guida tecnica sul nuovo coronavirus che sarà aggiornata quando saranno disponibili ulteriori informazioni.

Attualmente, sono ancora in corso le indagini per valutare l’intera portata dell’epidemia.
La città di Wuhan è un importante snodo di trasporto nazionale e internazionale.
Sono necessarie maggiori informazioni per comprendere meglio le modalità di trasmissione e le manifestazioni cliniche di questo nuovo virus.
La fonte di questo nuovo virus non è ancora nota.

Pertanto, il Ministero consiglia prudenza, ridurre il rischio generale di infezioni respiratorie acute durante i viaggi verso o dalle aree colpite (attualmente la città di Wuhan):

• vaccinandosi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza;
• valutando la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari;
• evitando il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
• lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate;
• evitando di visitare mercati ittici o di animali vivi;
• evitando il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti;
• i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovrebbero rispettare l’igiene respiratoria: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto preferibilmente monouso e lavare le mani.

Attualmente il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) stima che il rischio di introduzione dell’infezione in Europa, attraverso casi importati, sia moderato.

L’Italia (aeroporto di Roma Fiumicino) ha tre voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti, il cui traffico di passeggeri dovrebbe aumentare in occasione del capodanno cinese.
Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI), presso l’aeroporto di Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria, gestita dall’USMAF SASN, per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici ed il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma.

Il 20 gennaio 2020 è stata rafforzata la sorveglianza dei passeggeri dei voli diretti da Wuhan (e di ogni altro volo con segnalati casi sospetti di 2019 nCoV) che dovranno transitare nel canale sanitario, attivando gli scanner termometrici.

I casi eventualmente positivi saranno sottoposti agli ulteriori controlli del caso ed eventualmente a isolamento, con attivazione della sorveglianza per gli altri passeggeri a rischio.

In base al RSI, eventuali nuovi casi devono essere tempestivamente segnalati alle autorità sanitarie nazionali e all’OMS, specificando anche le relative informazioni su esposizione e decorso clinico.

A tale fine, la circolare elenca i criteri e le modalità di segnalazione dei casi di infezione da nCoV, condivisi con il DMI dell’Istituto Superiore di Sanità.

I casi sospetti di nCoV vanno visitati in un’area separata dagli altri pazienti e ospedalizzati in isolamento in un reparto di malattie infettive, possibilmente in una stanza singola, facendo loro indossare una mascherina chirurgica, se riescono a tollerarla.

Il numero di operatori sanitari, di familiari e di visitatori ad un caso sospetto deve essere ridotto e deve essere registrato.

Il personale sanitario che accudisce tali casi dovrebbe, ove possibile, essere dedicato esclusivamente a questi pazienti per ridurre il rischio di trasmissione.

Per motivi precauzionali, si raccomanda che il personale sanitario, oltre ad adottare le misure standard di biosicurezza, applichi le precauzioni per prevenire la trasmissione per via aerea e per contatto.

In particolare, dovrebbe indossare: mascherina e protezione facciale, camice impermeabile a maniche lunghe non sterile e guanti.

Qualora siano necessarie procedure che possono generare aerosol, la mascherina dovrebbe essere di tipo FFP2.

Dovrebbero essere utilizzati strumenti mono-uso e strumentazioni portatili (es. raggi X) per evitare di muovere il paziente.

Se è necessario trasportare il paziente fuori dalla stanza di isolamento, usare percorsi predeterminati per minimizzare la possibile esposizione di personale sanitario, altri pazienti e visitatori.

Qualora il paziente venga posto in isolamento domiciliare, sia il paziente che i familiari devono essere istruiti per applicare le precauzioni standard di biosicurezza, quelle per prevenire la trasmissione per aerosol e per contatto.

L’OMS raccomanda di utilizzare i seguenti disinfettanti:
▪ alcol etilico 70% per gli strumenti;
▪ acqua, detergente comune e sodio ipoclorito o altro disinfettante, per la pulizia degli ambienti e delle superfici.

Necessaria la raccolta di campioni clinici di secrezioni respiratorie dal paziente per effettuare i test diagnostici.

Secondo quanto stabilito dal Regolamento Sanitario Internazionale, devono essere segnalati tutti i casi che corrispondono alla definizione di caso sopra riportata entro 24 ore dalla rilevazione.

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