Home -> Pordenone -> 40enne sacilese a mollo nel sottopasso allagato chiede i danni
Il sottopasso della discordia, allagato

40enne sacilese a mollo nel sottopasso allagato chiede i danni

L’auto va a mollo nel sottopasso inondato, il danno supera i mille euro, ma ottenere un risarcimento nel “solito” scaricabarile di responsabilità sarà un’impresa ardua.

La brutta avventura è capitata lo scorso 29 maggio, attorno alle 6.30 del mattino, ad un 40enne di Sacile che, come ogni giorno, si stava recando al lavoro.
Quella notte tutta la regione era stata colpita dal maltempo che aveva causato straripamenti, danni e disagi.
L’operaio percorreva con la sua Alfa Romeo 156 via Bagnara, nel territorio comunale di Cordovado, in provincia di Pordenone, tratto della Provinciale 76 (Strada Gruaro), quando il sottopasso numero 5, che si è trovato ad attraversare (e che è ubicato giusto al confine con la provincia di Venezia e il comune di Gruaro), è stato invaso dall’acqua a causa della esondazione del vicino canale: nel tratto in questione non erano stati apposti né cartelli di avvertimento del pericolo né transenne per interdire la circolazione.

La vettura, immersa fino ad oltre la parte superiore delle ruote, è rimasta in panne, bloccata: per fortuna l’automobilista è riuscito ad uscire dall’abitacolo e a mettersi in salvo, ma ma per spostare l’auto dal sottopasso sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Pordenone, in uno dei tanti interventi di una giornata “da lupi”.

Il sottopasso in condizioni di tempo buono

Il proprietario è stato poi costretto a chiamare il carro attrezzi per trasportare la sua macchina, che ovviamente non ripartiva più, presso un’officina di fiducia, dove i meccanici hanno dovuto effettuare svariati interventi di riparazione e di pulizia sul motore, per un salato preventivo di 1.032 euro.

L’operaio, per poter recuperare quanto meno i danni materiali, si è quindi rivolto, attraverso l’area manager e responsabile della sede di Udine, Armando Zamparo, a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha innanzitutto individuato l’Ente proprietario della strada in questione, al confine tra il Veneziano e la provincia di Pordenone, ossia la Città Metropolitana di Venezia, e ha inviato una richiesta danni con allegato anche il rapporto di intervento dei vigili del fuoco per comprovare la dinamica dei fatti.

L’area legale dell’Ente ha aperto il sinistro, ma successivamente ha risposto picche denegando qualsiasi responsabilità nell’accaduto.
Nella lettera non si disconosce l’episodio, ma si asserisce che la colpa sarebbe semmai dei “responsabili della manutenzione dei fossati in prossimità della strada che non sono di competenza della Città metropolitana”.
Risultato, ora bisognerà individuare con sicurezza il soggetto responsabile di quel corso d’acqua e presentare una ulteriore richiesta danni, con la quasi certezza che sortirà lo stesso effetto della precedente: “non è colpa nostra, rivolgersi ad altri”.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*