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nel riquadro: l'auto usata per la truffa

Truffa dello specchietto a Schiavoi di Sacile

Questa volta i soliti furbastri avevano preso di mira la clientela del panificio di Schiavoi, a Sacile.
Una Fiat Cubo con a bordo moglie, marito e due bambini, per essere più credibili, aspettavano di individuare la vittima ideale, ma hanno sbagliato i loro conti.
Almeno a metà.

Fermando una 55enne di Polcenigo e accusandola di aver danneggiato la loro auto ( tutto fasullo ovviamente), sono anche riusciti a farsi dare sull’unghia 200 euro, ma la signora, evidentemente con qualche giusto dubbio in testa, dopo aver sborsato la somma è stata sufficientemente scaltra da fotografare la targa dell’auto.

I Carabinieri di Sacile hanno fatto il resto, individuando il presunto truffatore.
Si tratta di un 22enne appartenente ai cosiddetti “camminanti”, gruppo nomade diffuso in Sicilia ed in particolare nel Comune di Noto (SR).

Gli accertamenti hanno portato a capire che non c’era stato alcun incidente, ma solo un abile tentativo di truffa.
La donna ha poi riconosciuto il 22enne disoccupato come l’autore materiale della truffa: pratica che non gli è nemmeno nuova, visti alcuni suoi pregiudizi penali della stessa tipologia.

Grazie alla targa, alla visione di telecamere della zona e l’analisi di lettori targhe, i militari hanno potuto denunciare in stato di libertà il bel soggetto, per il reato di truffa.

I Carabinieri di Sacile approfittano dell’episodio per ricordare che in genere gli autori della “truffa dello specchietto” agiscono vicino ad attività commerciali e quando la potenziale vittima li affianca, lanciano un piccolo sasso contro la zona anteriore della carrozzeria.
Immediatamente seguono la vettura che affiancano lamentando il danneggiamento del proprio specchietto retrovisore esterno, mostrando alla vittima il danno che imputano ad una manovra poco accorta.

Dopo un breve colloquio convincono la controparte della loro buona fede inducendo a risarcire subito il danno in denaro contante.
Per meglio raggirare le vittime e per fare cadere le loro difese, utilizzano vetture tipiche per famiglie (piccoli monovolume o utilitarie) con a bordo una donna e bambini piccoli simulando una classica famiglia in vacanza.

Chiunque venga avvicinato con le modalità sopra indicate, mantenga la calma e proponga alla persona che lo ritiene responsabile di un danno arrecato alla sua auto di fare intervenire sul posto una pattuglia delle Forze di Polizia per la verifica dei fatti, effettuando subito una telefonata al 112.
A questo punto se le persone sono malviventi desisteranno dalle richieste di risarcimento e si allontaneranno.

Se possibile è utile prendere nota di marca, modello e soprattutto targa della vettura nonché della descrizione delle persone.
Ancor meglio in modo discreto effettuare fotografie alla vettura con relativa targa e comunicare all’operatore del 112 quanto è avvenuto.

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