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Un video per raccontare l’esperienza dei lavoratori di pubblica utilità

Si avviano alla conclusione le attività che hanno coinvolto 33 Lpu (Lavoratori di pubblica utilità) del Comune di Venezia e in quello di Marcon che, per sei mesi, sono stati impegnati nel progetto “Venezia-Lpu 2018”, ovvero persone escluse dal mercato del lavoro da tempo, in difficoltà e a rischio di povertà, impegnati in un’esperienza di lavoro attraverso un contratto a tempo determinato della durata di sei mesi e un impegno orario settimanale di massimo venti ore.

In particolare in questi giorni si stanno concludendo le azioni di orientamento lavorativo singole e di gruppo e gli interventi di ricerca attiva del lavoro, che permetteranno ad ognuno di loro di mettere a frutto l’esperienza che hanno fatto in questi mesi.

Il progetto, finanziato dalla Regione Veneto per quasi 190mila euro a cui si sono aggiunte le quote di cofinanziamento dei Comuni di Venezia e Marcon, per un totale complessivo del progetto di oltre 255mila euro, è stato curato dal Settore Agenzia per la Coesione sociale della Direzione Coesione sociale e si è realizzato attraverso un partenariato con la cooperativa Co.Ge.S come ente accreditato al lavoro e, come partner operativi, le cooperative sociali Libertà, Sarha e Non Solo Verde del Consorzio cooperative sociali Zorzetto, oltre che, come partner di rete, il Comune di Marcon.

Per raccontare questa esperienza è stato realizzato un video della durata di circa 7 minuti, realizzato dal Servizio Occupabilità e Cittadinanza attiva della Direzione Coesione sociale e dal Servizio Comunicazione istituzionale del Comune di Venezia. Dalle brevi interviste alle lavoratrici e ai lavoratori emerge come queste persone, molte volte escluse dal mercato del lavoro da diversi anni, abbiano ritrovato ciò che un’occupazione spesso rappresenta per le persone: non solo uno stipendio a fine mese, ma anche relazioni nuove per inserirsi nelle diverse comunità di appartenenza, stima per sé stessi e gratificazione personale per un lavoro utile alla collettività.

“Il Comune di Venezia si conferma capofila nell’ambito delle politiche di inclusione – ha affermato l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini – e conferma quanto già fatto nel 2017 e 2018. Tra le diverse misure di politica attiva promosse dalla Direzione Coesione sociale e finanziate dalla Regione Veneto, i ‘lavori di pubblica utilità’ hanno sempre garantito una pluralità di vantaggi: i beneficiari finali, utenti dei servizi sociali, hanno avuto la possibilità di prestare servizio a favore della collettività diventandone parte attiva e ricevendo un compenso economico e un percorso formativo finalizzato all’incremento della occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro; i servizi sociali hanno potuto operare in una logica di lavoro in rete per una efficace integrazione delle competenze relative al pubblico e al privato; la comunità, attraverso il contributo di questi cittadini, ha potuto beneficiare del miglioramento della qualità e della fruizione di servizi e degli spazi pubblici (biblioteche, parchi, archivio, uffici, ecc.). Si tratta di attività che non avrebbero potuto essere svolte con le normali dotazioni organiche e che esulano dagli appalti e/o interventi in essere o in fase di progettazione, in quanto si caratterizzano per un basso livello di specializzazione e sarebbero risultate particolarmente onerose se acquistate nel mercato”.

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