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Pordenone/L’ex sede della Provincia tornerà alla città

“La Regione non ritiene che gli immobili di proprietà debbano essere qualcosa da tenersi stretto, quanto invece un patrimonio da mettere a disposizione del territorio di appartenenza. Solo in questo modo si valorizzano quei beni che sono diventati un punto di riferimento e di identità della popolazione del luogo”.

Lo ha detto l’assessore al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, a margine di un incontro svoltosi oggi in Municipio a Pordenone con il sindaco Alessandro Ciriani e il commissario straordinario dell’Uti del Noncello, Augusto Viola.
Il vertice va nel solco della continuità di quanto già avviato in precedenza dalla collega dell’Esecutivo, Barbara Zilli, sull’uso dell’ex sede della Provincia di Pordenone.

In particolare, Callari ha voluto compiere insieme al sindaco una mappatura delle esigenze espresse dal primo cittadino, alla luce dell’accordo già siglato dalla Regione che prevede lo spostamento di alcuni uffici all’interno dei palazzi Pera, Sbrojavacca ed ex cinema Danubio.

“Siamo partiti – ha detto l’assessore – dalla delibera che il nostro esecutivo aveva già approvato a luglio e sulla quale, dopo una attenta valutazione compiuta dal commissario straordinario dell’Uti e su sua sollecitazione, abbiamo intenzione di compiere alcuni approfondimenti che tengano conto dei suggerimenti condivisibili fornitici oggi dal Comune”.

Callari ha ribadito il principio lungo il quale si muoverà l’azione della Regione nella cessione dell’utilizzo degli spazi dell’ex Provincia. “È nostra intenzione – ha ribadito a margine dell’incontro – mettere a disposizione della collettività di Pordenone e del suo mandamento ciò che per la popolazione rappresenta un punto di riferimento per la sua storia e per l’identità acquisita nel tempo. Noi vogliamo restituire quei locali ai legittimi proprietari, che sono i cittadini, nell’ottica di sussidiarietà e di confronto che ha sempre contraddistinto la nostra azione di governo”.

“Nessuna gestione, nemmeno quella del patrimonio – conclude Callari – va fatta a tavolino ma, al contrario, va condivisa con il territorio”.

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