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Economia/In Fvg bene turismo e servizi

“L’economia del nostro Paese non sta vivendo un momento positivo ma il terziario, anche in regione, ha una capacità di tenuta migliore di altri comparti grazie a due settori trainanti: i servizi e il turismo. Sebbene i dati regionali sul settore turistico non siano ancora definitivi, le località balneari potrebbero chiudere con il segno più pur avendo risentito della riapertura di mercati quali quelli del turismo del Nord Africa mentre il nostro entroterra, con le città e la montagna estiva, cresce mostrando un incremento dei turisti. Si tratta di un segno positivo per l’economia del Friuli Venezia Giulia”.

Lo ha detto l’assessore al Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi nella sede della Cciaa a Udine, sull’indagine del terziario in regione nel secondo trimestre 2019 dell’Osservatorio di Confcommercio Fvg curata da Format Research e illustrata dal direttore scientifico Pierluigi Ascani con la presenza del presidente regionale di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo.

Pur commentando con soddisfazione il quadro positivo per le imprese del turismo, l’assessore non ha nascosto le preoccupazioni per un’economia in difficoltà: “dobbiamo affrontare un periodo particolarmente difficile per l’economia europea con un rallentamento della Germania che si avverte anche in Fvg. Per far fronte a questo momento è necessario investire e immettere risorse a favore delle attività economiche, vero volano per il rilancio del Paese”.

Se sugli investimenti legati al turismo si possono avere già alcuni primi riscontri positivi “con imprenditori locali e soprattutto stranieri che investono capitali in regione anche grazie alla politica messa in atto dall’Amministrazione regionale” ha detto Bini, sul commercio l’esponente della Giunta ha invece rilevato dei profondi cambiamenti dettati anche dall’avvento delle nuove tecnologie che fanno emergere la necessità, per la Regione, di supportare i commercianti nel rinnovamento del settore.

Bini ha ricordato, inoltre, i prossimi impegni della Giunta regionale per favorire crescita e sviluppo, fra questi la rivisitazione di RilanciaImpresa per rispondere alle nuove richieste delle aziende attraverso SviluppoImpresa, “norma che stiamo costruendo anche con la proficua collaborazione delle associazioni di categorie per intervenire su alcune criticità, fra cui le difficoltà per le piccole e micro imprese di accedere al credito”.

Come evidenziato dall’indagine, sono proprio le micro e piccole imprese ad essere più colpite sul fronte del credito: a metà 2019 si assiste a un calo della domanda di credito e delle risposte positive. Nel secondo trimestre 2019, il 28,1% delle imprese del terziario del Fvg si è recata in banca per chiedere un fido, un finanziamento o la loro rinegoziazione (-1,5% rispetto a 12 mesi fa). Di queste, il 48,2% ha ottenuto il credito richiesto con ammontare pari o superiore a quello desiderato, il 20% ha ottenuto il credito con un ammontare inferiore, il 12,1% si è vista respinta la richiesta, il 19,7% è ancora in attesa di risposta.

“Rivedremo la mission degli strumenti quali Finest, Frie, Friulia per renderli più appetibili a questa tipologia di impresa che è la maggioranza in regione – ha aggiunto -; potenzieremo ad esempio l’operatività del Frie ed esamineremo la possibilità di erogare dei contributi a fondo perduto. Agiremo, poi, sulla fiscalità e sul welfare aziendale. Atiamo lavorando per trovare le soluzioni per superare il de minimis e per potenziare il sistema dei Confidi con l’obiettivo di aumentare il sostegno alle imprese”.

L’indagine ha messo in luce, nel secondo trimestre del 2019 e relativamente alle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia, una flessione del clima di fiducia circa l’andamento dell’economia italiana (l’indicatore cala da 38,5 a 34,7, con previsione 34,0 al 30 settembre). Allo stesso modo, è peggiorata la fiducia delle imprese del terziario anche relativamente all’andamento della propria impresa (indicatore da 46,5 a 45,4 e flessione pure al 30 settembre a 44,6). A mostrarsi più pessimiste sono le imprese del commercio.

Nel secondo trimestre è peggiorato anche il livello dei ricavi (indicatore da 43,2 a 42,4). La previsione al 30 settembre mette in luce ulteriori rischi al ribasso (indicatore 42,0), anche a causa di una stagione di saldi che non è bastata a recuperare il calo di vendite primaverili.

Più positivo il quadro per le imprese del turismo (valore aggiunto sul totale del terziario pari al 5,1%), che fanno segnare un indicatore dei ricavi nettamente superiore alla media del terziario (58,3, con aumento del 50% negli ultimi 4 anni, vs 42,0). Non a caso, i dati dei primi sei mesi del 2019 fanno segnare un incremento di arrivi e presenze (specialmente grazie al contributo dei turisti stranieri, che hanno fatto segnare un
+3,6% in fatto di arrivi e un +4,9% di presenze).

“Si tratta di una fotografia che conferma un trend consolidato – ha commentato il presidente regionale di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo -. Il commercio al dettaglio è in profonda sofferenza. Lo penalizzano la pressione fiscale e la burocrazia, oltre a un clima di sfiducia e di preoccupazione alimentato dall’instabilità della politica nazionale. Il turismo, invece, anche grazie al fattore innovazione e, in regione, a lungimiranti contributi pubblici per l’adeguamento delle strutture, riesce a reggere e a migliorare le performance”.

Fra gli ulteriori dati dell’indagine, riferiti al secondo trimestre 2019, emerge che sono nate in Fvg 255 imprese dell’industria e 442 imprese del terziario, a fronte della cessazione di 268 imprese dell’industria e di 500 imprese del terziario.

Allargando il campo di analisi all’ultimo decennio, si evidenziano le migliori performance delle imprese del terziario in termini di resilienza alla crisi economica.

Dal 2010 le imprese dell’industria hanno fatto segnare un decremento dell’11% in termini di unità economiche esistenti sul territorio, provocando una desertificazione del comparto seconda solo a quella delle imprese dell’agricoltura (-25%).

Di contro, il terziario ha tenuto (-1%) sebbene il risultato si posizioni al di sotto della media nazionale (+5%) e non uniforme a tutti i settori: le imprese del commercio sono diminuite del -10%, a fronte dell’incremento delle imprese dei servizi (+5%) e del turismo (+10%). In linea generale, il ruolo del terziario è evidente analizzando il contributo in termini di valore aggiunto:
rappresenta il 72% dell’economia complessiva del Fvg.

Quanto alle nuove tecnologie, la ricerca mette in evidenza come, nel 2018, il 70% delle imprese del terziario del Fvg dispone di un sito web aziendale. Di queste, il 61% lo utilizza come sito istituzionale, il 16% come sito di e-commerce, il 14% come sito di informazione, il 9% come blog. Tra coloro che lo utilizzano come sito di e-commerce, il 23% ha visto incrementati i propri ricavi derivanti dall’attività sul web nel 2018 rispetto al 2017.

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