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Nella notte Soccorso alpino interviene in Val Padeon e in Val Falcina per due coppie in difficoltà. Una è trevigiana

Ieri sera verso le 20.30 il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per due escursionisti francesi incrodati.
La coppia, entrambi ventinovenni, era partita alle 15 per fare la Ferrata Dibona.
Completato l’itinerario attrezzato, invece di rientrare da Staunies e Forcella Bassa, aveva preso Forcella Padeon e iniziato a scendere l’omonima valle, itinearario già chiuso a suo tempo perché non percorribile.
Anziché proseguire lungo il canale, i due avevano preso una cengia laterale, finendo bloccati sopra un salto di roccia di 100 metri.
Intuito dalle coordinate Gps dove potevano trovarsi, una squadra è partita dal basso e ha avuto conferma della loro posizione, quando la coppia ha lanciato segnali di luce.
Sei soccorritori, compresi carabinieri, hanno risalito il canale e hanno raggiunto i due a circa 2.300 metri di quota e con loro sono ridiscesi in sicurezza fino a Rio Gere.
L’intervento si è concluso a mezzanotte.

Attorno alle 21 è scattato l’allarme per un’escursionista in difficoltà in Val Falcina, laterale della Valle del Mis.
Partita per percorrere l’itinerario ad anello, giunta a metà anziché proseguire, una coppia trevigiana, 23 anni lui, 25 lei, aveva abbandonato il sentiero e deciso di scendere lungo il torrente Falcina verso il lago.
Dopo un po’, però, la ragazza, affrontando salti di roccia e attraversamenti di vasche d’acqua, si era bloccata in preda al panico, incapace di muoversi.
Poiché in tutta l’area non c’è copertura telefonica, il compagno era dovuto rientrare da solo per chiedere aiuto.
Una squadra del Soccorso alpino di Belluno si è subito attivata e in cinque si sono portati all’imbocco della valle.
Dopo essersi fatti spiegare dal ragazzo il percorso seguito, i soccorritori sono arrivati nel punto indicato, sono scesi, allestendo anche una calata, e si sono trovati su ampie vasche d’acqua da passare a nuoto.
Per evitare qualsiasi rischio è stato chiesto l’intervento della squadra forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto e sono stati allertati i Vigili del fuoco.
Mentre con l’opportuna attrezzatura la squadra forre si muoveva dall’alto, due soccorritori hanno raggiunto la foce del torrente e hanno iniziato a risalirlo, apprendendo dai soccorritori in discesa che era stato rinvenuto l’asciugamano della giovane, ma di lei non c’era traccia.
Dopo un quarto d’ora a piedi, la squadra partita da sotto ha fortunatamente ritrovato la ragazza, che si era spostata e aveva cercato riparo sotto un sasso a circa 500 metri di distanza dal lago.
La giovane – che era illesa, benché stanca e infreddolita – è stata accompagnata fino alla strada e, in via precauzionale, è stata portata al pronto soccorso.
L’intervento si è concluso alle 3.

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