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La giustizia a Treviso, rapporto di Confartigianato, tra carenze di organici e segnali di miglioramento

Treviso fanalino coda per numero di imprese per giudice.
È il dato più eclatante che emerge dal rapporto 2019 sulla giustizia redatto da Confartigianato Imprese Veneto. La provincia Treviso è in testa alla classifica delle province venete sul tema.
Ciascun giudice trevigiano è chiamato a farsi carico di 1.810 realtà produttive (meno 1.69% rispetto al 2018 in cui se ne contavano 1.841).
Un primato negativo che colloca Treviso che si mantiene anche considerando il rapporto giudice-abitanti: 18.111 a fronte di un media veneta pari a 13.326 e una nazionale di 8.710. Treviso raddoppia di gran lunga la media del Paese.

«Non possiamo permetterci che a Treviso ci sia un giudice civile ogni 22.754 abitanti», fa notare Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «un rapporto superiore del 54.7% rispetto alla media nazionale, e ogni 2.274 imprese (+53.2% rispetto alla media italiana). Questa situazione della giustizia civile penalizza l’economia di un territorio che ha nella manifattura la sua specificità e nelle esportazioni il suo valore aggiunto.
Al di là dei proclami sulla riforma della giustizia, puntuali ad ogni governo, è urgente per le realtà produttive e i cittadini della Marca che gli organici della giustizia vengano celermente implementati.»
Altra nota dolente della provincia, infatti, è il tasso di scopertura, cioè quanti giudici mancano rispetto all’organico stabilito. Ed è in particolare la giustizia civile trevigiana a soffrirne. Si contano infatti solo 39 giudici, di cui 27 ordinari e 12 onorari, contro i 46 previsti in pianta organica.
Di fatto, un tasso di scopertura del 14.3% contro il 10,7% veneto e l’11,3% del sistema Paese.


Scendendo più nel dettaglio, il 61% dei giudici trevigiani opera nella giustizia civile, il 28,8% nel penale e il 10% si interessa di materie correlate al lavoro. Questa fotografia rileva la predominanza, sia rispetto al veneto che all’Italia, del “civile” rispetto al “penale”. Treviso ha inoltre la migliore percentuali di giudici del lavoro rispetto a Veneto e Italia. Un’evidenza che conferma, da una parte la minore propensione a delinquere, ma dall’altra la vivacità economica della Marca Trevigiana.
Ciò incide negativamente sulle cause civili sia aperte che pendenti.
Nel 2018 quelle aperte sono state 19.721, contro la media veneta di 16.151 e quella nazionale di 13.908. Dato positivo nella Marca, comunque, è la riduzione delle cause aperte che nel 2017 erano 21.191, una riduzione di 1.470 cause, pari a meno 7%.
Dati che collocano Treviso al quarto posto della classifica provinciale veneta.
Passando alle cause pendenti, in Treviso nel 2018 erano 16.814, dato che posiziona la Marca al terzo poste tra le province venete. La media regionale è di 13.403 e quella italiana è di 14.967.
Anche in questo ambito si rileva una contrazione rispetto al 2017 di 1.504 casi, pari a meno 8,2%.
Nonostante le carenze di organico, l’efficienza della macchina della giustizia civile trevigiana è confermata dalla riduzione dei tempi medi dei procedimenti, passati da 300 giorni del 2017 ai 284 del 2018, performance di gran lunga migliore di quella nazionale attestata ai 369 giorni.
In concreto, cittadini e imprese trevigiane devono attendere il 23% di tempo in meno, ben tre mesi, per avere una sentenza. «Facciamo plauso ai giudici trevigiani per il loro impegno a ridurre i tempi dei procedimenti», dice il presidente Sartor, «ma si tratta di piccoli segnali che ancora non incidono in maniera determinante sui tempi della giustizia. Un fattore che incide negativamente non solo sulla vita dei cittadini, ma anche sulla competitività delle nostre imprese, chiamate a confrontarsi sui mercati globali».
La Marca si colloca poi al quarto posto della classifica regionale per tasso di scopertura nell’ambito dei giudici di pace, pari al 46%, con sette giudici effettivi a fronte dei 13 previsti in pianta organica. È la seconda provincia veneta per numero di abitanti in capo a ciascun giudice di pace, ovvero 126.774, più 160% rispetto alla media nazionale. Mentre scende al terzo gradino del podio se si correlano giudici di pace e imprese. In questo caso ciascuno ne ha in dote 12.671, più 157.6% rispetto alla media nazionale.
«La nostra Associazione guarda con favore a qualsiasi riforma che acceleri i tempi della giustizia», è la conclusione di Vendemiano Sartor.
«In particolare auspichiamo che per il processo civile siano ridotti i casi in cui il tribunale giudica in commissione collegiale e che vengono fissati tempi più stringenti per la fissazione delle udienze.

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