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Ieri numerose le emergenze sulle montagne venete. Ecco il dettaglio:

Alle 6.15 circa alcuni alpinisti hanno contattato il 118 poiché la cordata che li precedeva in parete aveva avuto un incidente.
Mentre stava scalando da primo il secondo tiro della Via Philip – Flamm in Civetta, un rocciatore, di 30 anni, di Piombino Dese (PD), era infatti volato per una trentina di metri, sbattendo sulla roccia e non rispondendo più ai richiami.
L’eliambulanza Pelikan 1 di Bolzano è subito intervenuta.
Fatto scalo alla piazzola del Rifugio Tissi, ha imbarcato il gestore, componente del Soccorso alpino di Alleghe, in supporto alle operazioni e si è diretta verso il punto in cui il compagno dell’infortunato e gli altri due rocciatori lo avevano già calato di un po’ per facilitarne il recupero, avvenuto con un verricello di 60 metri.
Una volta che l’equipe medica gli ha prestato le prime cure urgenti, lo scalatore è stato trasportato all’ospedale di Treviso con un probabile politrauma.

Attorno alle 9 l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Falier, sotto la Marmolada, a Rocca Pietore, per una turista tedesca che durante la notte aveva accusato malessere e, aspettando un bambino, temeva complicazioni.
Dopo una valutazione del medico dell’equipaggio, è stato deciso di trasferirla all’ospedale di Belluno per accertamenti.

Verso mezzogiorno è scattato un secondo allarme riguardante la Marmolada: un’escursionista di Cisterna di Latina, di 63 anni, si era infatti procurata un probabile trauma alla gamba alla stazione di arrivo della funivia a Punta Rocca.
Una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina è salita con gli impianti e la ha aiutata a tornare a valle, dove attendeva l’ambulanza diretta all’ospedale di Agordo.

È invece rientrato l’allarme per un ragazzino di 14 anni che si era sentito poco bene lungo il sentiero numero 101 sopra il Rifugio Berti.
Una volta arrivato a destinazione, i crampi di affaticamento alle gambe sono passati.
Il Soccorso alpino della Val Comelico era pronto a intervenire per riaccompagnarlo a valle.

A partire dalle 11, si sono susseguiti numerosi interventi sulle montagne dell’Altipiano.
Mentre con il padre e altre persone stava salendo sull’Ortigara, in comune di Enego, giunta quasi ormai in cima all’altezza della galleria, un’escursionista di Thiene, di 33 anni, aveva messo male un piede riportando la sospetta frattura di una caviglia.
Poiché in contemporanea era scattato un altro allarme per il Soccorso alpino di Asiago, in suo aiuto sono partiti sei soccorritori di Arsiero, tra i quali un sanitario.
Una volta raggiunta, all’infortunata sono state prestate le prime cure e, dopo essere stata imbarellata è stata trasportata a spalla per un’ora e mezza fino al piazzale Lozze, dove è stata affidata all’ambulanza diretta all’ospedale di Asiago.

Un’anziana di Selvazzano di Dentro, era invece scivolata ruzzolando per quindici metri vicino a Malga Cima, a Rubbio.
Arrivata da lei, una donna di 88 anni, una squadra del Soccorso alpino di Asiago la ha stabilizzata e imbarellata per poi portarla a piedi per un paio di chilometri al rendez vous con l’ambulanza partita per Asiago.

Una donna padovana di 64 anni era invece caduta procurandosi la probabile rottura di un polso ai Castelloni di San Marco, Enego.
I soccorritori le hanno immobilizzato il braccio e la hanno aiutata a scendere a Malga Fossetta, da dove si è allontanata autonomamente.
Infine, sul Monte Verena, a Roana, una settantaduenne vicentina, era scivolata in un tratto ghiaioso.
Una squadra è riuscita ad avvicinarsi con la jeep, portando anche il personale sanitario dell’ambulanza che si è preao cura di lei.
Imbarellata, la donna di Novanta Vicentina è stata accompagnata sulla strada e poi all’ospedale di Asiago.

Attorno alle 16 il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato dalla Centrale del 118 per una coppia di escursionisti in difficoltà in Val Pruche, nel Gruppo del Pasubio.
I due, quarantenni vicentini, che stavano percorrendo il sentiero numero 380, avevano seguito una traccia sbagliata iniziando a risalire un canalone, finché non erano più stati in grado di avanzare o tornare sui propri passi.
Dalle coordinate Gps, pur non esatte, la prima squadra veloce è riuscita a contattarli a voce, dopo aver ristretto la zona dove potevano trovarsi, per poi raggiungerli, verso le 18, a 1.400 metri di quota, e metterli subito in sicurezza.
Altre due squadre si sono poi unite al gruppo e i soccorritori hanno iniziato ad attrezzare gli ancoraggi per riportare a valle i due escursionisti con 300 metri di calata, conclusa in un ghiaione.

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