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Comune di San Zenone degli Ezzelini si aggiudica asta Oasi di San Daniele: doveva diventare una discarica

Tutto è bene quel che finisce bene: è proprio il caso di dirlo rispetto a come si sta concludendo la vicenda dell’Oasi San Daniele di Liedolo di San Zenone degli Ezzelini.
Una vicenda che parte quasi 20 anni fa quando l’amministrazione comunale ed i residenti si unirono per contrastare il tentativo da parte della proprietà dell’area – la società immobiliare la Fenice – di realizzarvi una discarica di tipo B2.
Era l’inizio degli anni 2000 ed il Comune promosse un ricorso al Tar andato a buon fine e che permise la creazione dell’Oasi naturalistica San Daniele, ai confini con il territorio di Mussolente, nel vicentino, e il territorio di Borso del Grappa.


All’epoca il compromesso fu quello di ottenere l’uso dell’area per 99 anni in cambio della concessione, a favore della proprietà privata, di potervi costruire un’area ricettiva e l’obbligo di realizzarvi delle aule didattiche.
Una prescrizione che la società privata non rispettò cosicché, negli anni a venire – mentre l’Oasi naturalistica continuava a svilupparsi e a richiamare sempre più visitatori sia grazie a svariati investimenti per oltre 400mila euro da parte della Comune resi possibili anche con la partecipazione a bandi di finanziamento, nonché alla gestione affidata in convenzione dal Comune all’associazione Oasi naturalistica San Daniele –, il Comune ha richiesto la riscossione della polizza fideiussoria di 460mila euro sottoscritta da La Fenice per il mancato adempimento.
Le controverse vicissitudini successive hanno visto poi la società di assicurazione contestare l’accaduto alla società Fenice che, non avendo la disponibilità per sostenere il debito, è fallita. E’ così subentrato un curatore fallimentare che ha fatto causa al Comune, così come la stessa assicurazione.
La situazione ha trovato soluzione con un accordo stragiudiziario con cui si è deciso di suddividere l’importo fideiussorio di 460mila euro in tre parti: 1/3 (circa 150mila euro) a favore del Comune, 1/3 per l’assicurazione ed 1/3 per il curatore, fermo restando il vincolo, a favore del Comune, di poter godere dell’area fino al 2099.
In sede stragiudiziale, inoltre, il Comune ha potuto apporre una serie di vincoli molto stringenti sull’area, limitando notevolmente la possibilità di acquisizione dell’area da parte di terzi.
Si è arrivati così ai giorni nostri quando il curatore ha stressato ulteriormente la situazione, mettendo all’asta sia l’area dell’Oasi, che una porzione supplementare.
Asta a cui, nei giorni scorsi, il Comune ha partecipato come unico offerente – visti i vincoli apposti di cui sopra – offrendo 50.500 euro.

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