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Musile e San Donà festeggiano il “patto dei cappponi”

Si avvicina a grandi passi il Patto Solenne d’Amistà, il celebre evento che simbolicamente unisce Musile di Piave e San Donà di Piave.
La data è ormai consolidata ed è quella del 7 agosto, serata in cui i due sindaci, Silvia Susanna e Andrea Cereser, si scambieranno due capponi, vivi e in salute, simboleggiando lo storico accordo tra le due realtà situate sulle rive del Piave.
Quella del 2019 sarà come sempre un’edizione ricca di appuntamenti. Non mancheranno le novità.

L’evento quest’anno avrà una sua anteprima al Centro Piave, sabato 3 agosto, con una sfilata caratterizzata da figuranti e tamburi, che anticiperà ufficialmente l’arrivo del 7 agosto, giorno clou. A esibirsi, dalle 17 alle 19, sarà il Gruppo Sbandieratori di Croce, che fornirà gadget e materiale informativo.

«L’attesa è finita e manca davvero poco al Patto Solenne d’Amistà», spiega il sindaco Silvia Susanna, «l’evento più importante dell’estate di Musile, molto atteso dalla nostra cittadinanza. Sarà l’occasione per tuffarsi nell’atmosfera di un tempo, rinverdendo i fasti e la storia del nostro territorio. Quest’anno abbiamo arricchito l’evento con attività di merchandising per promuovere il patto anche fuori dal Basso Piave. Poi ci sarà l’immancabile Cena Medievale, spettacoli e animazione per grandi e piccini. Sarà come sempre una serata ricca di divertimento, ma anche di storia e cultura».

Quest’anno il sindaco Susanna ha ricevuto in dono da una sua concittadina, la sarta Luciana Menegaldo, detta “Santina” un bellissimo vestito storico confezionato appositamente per l’occasione assieme a Maria Celestina Guerrato “detta Lola”. Le signore sono le due sarte del Patto.

«Ringrazio Santina per questo meraviglioso regalo che non mi aspettavo», ha detto il sindaco, «sarà un onore per me indossarlo e far ammirare l’arte delle nostre sarte che da anni collaborano nella realizzazione e adattamento degli abiti dei figuranti. Un lavoro straordinario, che non ha prezzo perché racchiude abilità ed esperienza non comuni».

«Il Patto Solenne d’Amistà», spiega l’assessore alla cultura Luciano Carpenedo, «ha delle notevoli potenzialità di attrazione. I turisti balneari, soprattutto quelli stranieri, non cercano solo i servizi offerti dalle spiagge ma sono molto interessati alla storia, alle tradizioni e ai costumi dell’intero territorio. Una manifestazione come la nostra si situa senz’altro nel contesto di un turismo di “seconda fascia”, che offrendo tradizioni ed enogastronomia locali, può diventare un volano di promozione per le aziende del territorio che operano in questi settori. Per questo abbiamo puntato sempre di più su questa manifestazione, coinvolgendovi anche le realtà produttive locali».

Il programma
La serata di mercoledì 7 agosto inizierà alle 19 a San Donà di Piave, con la sfilata dell’associazione Musici e Sbandieratori del Gruppo Storico di Saletto per le vie principali del centro cittadino. Alle 20 il ritrovo in piazza Indipendenza per la formazione del corteo storico. Alle 20.30 procederanno nobili, dame, armigeri, musici e popolani delle frazioni sandonatesi con i relativi stendardi e i capponi custoditi e scortati dalle guardie.

Da Musile, alla stessa ora, partirà la delegazione che si avvarrà della partecipazione dei figuranti dell’Associazione Culturale Idealmente” e del “Gruppo Musici e Sbandieratori di Croce”. Alle 21 è atteso l’incontro sul ponte della Vittoria tra le due delegazioni e alle 21.30 la lettura del Patto Solenne d’Amistà presso il Municipio di Musile, con lo scambio dei due capponi e i saluti delle amministrazioni. In piazza della Libertà seguirà la Cena Medievale (alle 22), il sabrage con i sommelier della Fisar – Delegazione di San Donà e il grande spettacolo medievale di acqua e fuoco con le Fontane Danzanti. In piazza non mancherà l’animazione con musicisti, giocolieri, buffoni e mangia fuoco del Teatro delle Arance. La serata terminerà con un’anguriata offerta dall’amministrazione comunale.

La storia

Secondo un’antica tradizione, il Patto d’Amistà risale a un lontano 7 agosto di un anno del 1200 e rievoca la festa di San Donato patrono di Musile, in quanto in quel tempo, sulle rive del Piave, venne eretta e consacrata in suo onore una cappella. In quei tempi però, il Piave, privo di argini, cambiava spesso il proprio corso, sgrondando ora sulla destra e ora sulla sua sinistra. Le popolazioni di Musile e di San Donà, in questo modo, a volte venivano a trovarsi in un unico territorio e altre volte, invece, separate dalle acque del Sacro fiume. In seguito a una disastrosa alluvione, avvenuta intorno al 1250 (questa pare documentata), il Piave avrebbe lasciato definitivamente sulla sua riva destra, nel territorio di Musile, l’antica cappella dedicata al Vescovo Martire. Gli abitanti di San Donà, allora, si accordarono con quelli di Musile per mantenere il nome di San Donato sebbene la cappella non si trovasse più nel loro territorio. In cambio avrebbero consegnato ogni anno ai cittadini di Musile due capponi vivi e grassocci.

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