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Un'immagine del terremoto del '76

Terremoto: tornano antiche paure: ecco i consigli dei Pompieri

Le due scosse di terremoto di ieri e di oggi (14 giugno, ore 15:57, magnitudo 3.9 e 15 giugno, ore 6:12, magnitudo 3.5), con epicentro rispettivamente nelle vicinanze di Verzegnis e Tolmezzo e avvertire in gran parte del territorio regionale, hanno richiamato l’attenzione della popolazione sul tema del rischio sismico, che interessa gran parte del territorio nazionale e certamente la nostra regione. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è da sempre in prima linea nella gestione del soccorso negli scenari sismici, ma anche nelle seguenti attività per garantire la messa in sicurezza dei territori colpiti in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile.

La conoscenza di alcuni semplici comportamenti da attuare al verificarsi di un evento sismico può aiutare le persone a tutelare la propria sicurezza e questi ultimi eventi rappresentano purtroppo un’occasione per ricordarli, invitando a consultare le indicazioni proposte dal Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito del progetto “io non rischio”

(http://www.protezionecivile.gov.it/documents/20182/823803/Scheda+io+non+rischio+terremoto+2017/5dc343c2-00c0-42e0-af52-7f179ede647c).


Nell’elaborare tali indicazioni è anche necessario considerare le specifiche necessità di tutti i componenti della famiglia, anche di coloro possono avere maggiori difficoltà nel rispondere autonomamente come le persone anziane, i bambini, le persone con disabilità e le persone ammalate. A tal proposito si propone una semplice brochure elaborata da ECA (Earthquake Country Alliance), una struttura che opera in California per diffondere la cultura della sicurezza in caso di terremoto

(https://www.earthquakecountry.org/disability/), che attraverso semplici vignette si rappresentano le modalità di autoprotezione da attuare nel caso una persona che usa il bastone, un girello o una sedia a rotelle.
Ovviamente questi sono solo alcuni casi che non completano tutte le possibili esigenze delle persone in caso di terremoto, è proprio per questo che è necessario pensarci prima ed elaborare, magari chiedendo un consiglio alle strutture dei Vigili del fuoco o della Protezione Civile presenti nel territorio, un vero e proprio Piano di Emergenza Famigliare che sappia essere inclusivo rispetto alle specifiche necessità delle persone presenti.

Non va dimenticato, infine, che anche il vicino di casa può aiutare chi si trova in difficoltà e in questi casi l’esperienza dei Vigili del Fuoco, dal tragico terremoto che nel 1976 ha colpito i nostri territori a quello del 2016 in Centro Italia, ma anche di altri soccorritori in altre parti del mondo, dimostra come il primo soccorritore sia proprio il vicino di casa, o comunque le risorse più prossime. Per garantire la tutela delle persone in queste situazioni il Piano di Emergenza Famigliare potrà tener conto anche di queste ulteriori risorse di vicinato.

Si ricorda, infine, che nella nostra regione è operativo il Numero Unico di Emergenza 112, a cui dovranno essere indirizzate eventuali richieste connesse con situazioni di emergenza.

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