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Venezia/Telefono Amico compie 50 anni: le cifre

Ascoltare, senza mai giudicare. Porsi nei confronti dell’altro, con delicatezza, in nome dell’ascolto empatico come fattore di salute emozionale e supporto alla solitudine. La garanzia del totale anonimato, per permettere a chi chiama di sentirsi libero di esprimere le proprie sensazioni e trovare conforto nei momenti di difficoltà.

109mila e cinquecento ore, sei milioni e 570mila minuti donati all’Altro. Telefono Amico di Venezia-Mestre ha compiuto cinquant’anni il 14 aprile scorso, un traguardo che ha scelto di festeggiare il 26 maggio incontrando tutti i volontari che, in mezzo secolo, hanno scelto di condividerne il percorso.

Perché sia un compleanno memorabile, subito dopo l’estate, sono in programma alcune iniziative finalizzate a diffondere “La cultura dell’ascolto” indirizzate alla cittadinanza, attraverso incontri che si terranno nelle biblioteche e nelle scuole.

“Ricordo una delle mie prime telefonate – racconta Gianni Cortesi, attuale presidente di Telefono Amico centro di Venezia-Mestre – la mia emozione, il timore di non essere all’altezza, la paura di trovare una situazione che non avrei saputo sostenere, quello squillo raggelante e quei singhiozzi disperati e senza fine che sono la conferma alla mia impotenza. Le mie parole senza senso per accogliere una disperazione profonda a me sconosciuta fino a quel momento. Quella donna che piange con pudore ma senza freno e che non mi dà spiegazioni.

Il tempo si ferma, pur scorrendo interminabile. Lei non ha bisogno di raccontare la causa della sua disperazione, cerca solo di non essere da sola nel suo pianto. L’incontro della mia anima con la sua non ha bisogno di parole, lei trova la mia spalla su cui sfogare il suo pianto e sciogliere la sua angoscia. Ricordo il dissolversi del suo star male, il rientrare in sé, il ricomporsi e la gratitudine per il mio silenzio. I timidi tentativi di conoscermi e il racconto del suo male, la sorpresa delle due ore passate assieme e l’addio per non risentirci mai più, ma che come un amore di gioventù resterà per sempre dentro di me”.

Gianni Cortesi, presidente di Telefono Amico, centro di Venezia-Mestre

Emozione. Quella che, anche dopo corsi di formazione esigenti e puntuali, trafigge comunque il cuore a ogni telefonata. Essere un volontario di Telefono Amico è avere la consapevolezza che si stanno facendo i conti con la sofferenza, quella vera, quella che tante persone non hanno la forza e il coraggio di esternare ad amici e familiari, ma che riescono a condividere con un estraneo, pronto ad ascoltare in silenzio, avvolto in un limbo spazio temporale dove tutto è possibile, senza vergogna e pudore.

“Chi non è passato attraverso l’esperienza dell’ascolto a Telefono Amico non può comprendere l’orgoglio che mi pervade in occasione di questo compleanno speciale – continua Cortesi – L’orgoglio, per quanto grande, è molto inferiore al senso di riconoscenza e gratitudine verso chi ha permesso che il nostro centro nascesse e prosperasse, raggiungendo questo importante traguardo. Per questo abbiamo deciso di farne una festa tutta nostra.

Non mi ha sorpreso che tutti i turnisti o ex turnisti contattati per l’invito a questo incontro, abbiano detto che l’esperienza al T.A. ha cambiato loro la vita: è un’affermazione importante, ma ognuno di noi sa che è proprio così. Anche da questa riflessione si è rafforzata l’idea che era giusto organizzare un incontro con tutti quelli che avessero voglia di rivedersi tra “vecchi” e di conoscere i nuovi turnisti, condividendo ricordi, emozioni e vissuti che nell’arco delle singole esperienze al telefono rimangono scolpite indelebilmente dentro ciascuno di noi. Non mi resta che augurare a tutti noi una vita altrettanto lunga, e che possa esser sempre sostenuta dalla voglia di ascoltare e comunicare, con l’entusiasmo di cinquant’anni fa”.

Riservato e anonimo, autofinanziato in totale autonomia economica, apolitico, apartitico e aconfessionale, il principio cardine di Telefono Amico è la fiducia nelle risorse di ciascuno e il rispetto di qualsiasi scelta individuale di chi chiama. Altro punto fondamentale, la formazione permanente dei volontari a sostegno e perfezionamento dello standard di risposta. Il reperimento dei nuovi volontari avviene attraverso corsi gratuiti e selettivi di autovalutazione all’attitudine all’ascolto, della durata di circa tre mesi, per un totale di 90-100 ore, tenuti da formatori esperti e opportunamente preparati. Una volta scelto di condividere i valori di Telefono Amico, i volontari continuano il percorso formativo ogni quindici giorni.

Dal 1969 ad ascoltare la solitudine. Telefono Amico di Venezia-Mestre il 14 aprile di quest’anno ha compiuto cinquant’anni. Mezzo secolo di servizio ininterrotto: tutti i giorni di tutto l’anno per cinquant’anni fanno una quantità incredibile di ore che i volontari hanno dedicato “all’Altro”. Nel lontano 1968, la solidarietà e la consapevolezza di quanto sia importante trovare qualcuno con cui confidarsi, senza giudizio e in assoluta riservatezza e anonimato, sono i valori che hanno spinto un gruppo di giovani che vivevano o studiavano nel comune di Venezia a dedicare il loro tempo libero per realizzare un progetto che avesse come finalità la creazione di un centro di ascolto telefonico. Prendendo come riferimento i centri sorti pochi anni prima in alcune delle città principali, l’idea ha preso vita grazie al socio fondatore Giorgio Riello. Nell’arco di un anno, una cinquantina di giovani, animati dallo stesso spirito di solidarietà e amicizia, ha dato origine all’associazione, che ancor oggi opera a Mestre.

Un lungo cammino che ha visto più di 600 volontari incontrare la solitudine, da sempre tra le protagoniste di queste telefonate. Un percorso che nel 2006 ha visto il centro veneziano uscire dall’ambito locale per accorparsi con gli altri centri che in Italia condividevano gli stessi principi e gli stessi obiettivi. Nasce così un unico centro di ascolto i cui operatori prestano il loro servizio da tutta Italia, permettendo il presidio di quattordici ore giornaliere, rispondendo ai numeri unici nazionali 199.284.284.

I numeri del 2018. 61.870 contatti a livello nazionale nel 2018, per un totale di 9mila ore di colloqui telefonici, per una media di 117 telefonate il giorno. Per il centro di Venezia nello stesso periodo il numero di contatti è stato di 1.460 per un totale di 373 ore di colloqui telefonici. La causa principale del disagio dichiarato dalle persone è la solitudine nelle sue molteplici sfumature, che può essere suddivisa in altre aree di disagio importanti come l’emarginazione sociale (20%) e delle relazioni, sia familiari, di coppia o personali (altro 20% circa) seguita da telefonate definite “dell’area del sé” che rientrano nel numero di contatti ricevuti da parte di persone bisognose di compagnia, sole, inferme o ammalate, depresse o con disagio psichico (spesso invitate dagli stessi psicoterapeuti a mettersi in contatto) per una percentuale approssimativa di circa il 35% in totale.

A seguire, con percentuali inferiori, telefonate quasi totalmente fatte da utenti di sesso maschile che dichiarano problematiche legate alla sfera sessuale o alla propria identità di genere (10%). Poche le telefonate che cercano soluzioni pratiche (abitative, lavorative/economiche, giuridiche e sanitarie). Una voce a se stante è riservata al tema del suicidio che, pur avendo un valore numerico relativamente basso (108 chiamate a livello nazionale di cui sedici ricevute dai volontari del nostro centro), permette di valutare l’estrema importanza che il servizio riveste nell’attuale ambiente sociale, anche considerando che fino a poco più di dieci anni fa, a fronte di un numero di chiamate per il centro molto più alto (4.000 circa), pervenivano non più di 5-6 chiamate a sfondo suicidario.

Questo dato probabilmente è aumentato proporzionalmente all’acuirsi del disagio sociale e alla perdita di riferimenti e di certezze, ma anche al fatto che recentemente è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra mezzi d’informazione e alcune realtà come Telefono Amico, attraverso cui si cerca di associare il fenomeno del suicidio alla possibilità di chiedere aiuto chiamando il 199.284.284, per avere un confronto con una persona preparata e disposta a essere al fianco di chi non riesce a vedere altre vie d’uscita, in una fase particolarmente critica della propria vita.

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