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Inaugurata in Provvederia a Mestre la mostra “Le Sacole di Rosa e i colori di Burano nei merletti”

Il merletto: una tradizione che si è sviluppata a Burano ma che ora sta mettendo radici anche in terraferma.
Non è un caso infatti che la presidente del Consiglio comunale, nel commentare la delibera approvata dalla Giunta lo scorso 9 maggio a sostegno del progetto di candidatura del merletto italiano a Patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco, abbia menzionato e ringraziato anche le merlettaie mestrine oltre che quelle di Venezia, Burano e Pellestrina.
Questo pomeriggio la presidente, assieme alla vicepresidente della Commissione Cultura e ad alcuni rappresentanti della Municipalità di Mestre-Carpenedo, ha inaugurato la mostra “Le Sacole di Rosa e i colori di Burano nei merletti” in Provvederia a Mestre.
In esposizione le opere di Nilvia Costantini, merlettaia di Burano, e Daniela Cordioli, maestra di Rete di Filet di Mòdano.
L’evento è stato organizzato dal gruppo “Le Sacole” che, con la collaborazione dell’associazione culturale Rosso Veneziano, dal 2012 cerca di diffondere la tecnica del merletto ad ago di Burano anche in terraferma.
“L’Amministrazione comunale si sta spendendo molto per difendere e promuovere l’antica arte del merletto – ha dichiarato la presidente del Consiglio comunale – non a caso abbiamo appoggiato la sua candidatura a patrimonio immateriale dell’Unesco. E’ giusto che in questa ‘avventura’ venga coinvolta l’intera comunità veneziana delle merlettaie, comprendendo quindi anche coloro che abitano in terraferma. Il merletto è una tradizione che va tramandata anche alle nuove generazioni”.
La mostra sarà visitabile fino al 26 maggio: mercoledì prossimo, per chi fosse interessato a conoscere più da vicino l’arte del “far merletto”, è prevista anche una dimostrazione pratica.

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