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I due firmatari la lettera

Chiedono al Vescovo di intervenire contro il Gay Pride trevigiano

Ecco, qui di seguito, la lettera inviata al Vescovo di Treviso da Lorenzo Damiano e Gloria Callarelli, per invocare l’intervento dell’Alto prelato contro il Gay Pride in programma a Treviso il prossimo 29 giugno.
Un evento, come leggerete nella lettera, che, secondo i due firmatari “rischia di scandalizzare e mettere confusione in famiglie e bambini”.
Damiano e Callarelli sono candidati alle prossime Europee per Forza Nuova.
A ulteriore rinforzo della loro richiesta, citano i Corinzi, nel passo in cui si ricordano tutti coloro che non erediteranno il Regno di Dio (compresi adulteri, calunniatori, avari e ubriaconi).

Sua Eccellenza Reverendissima, Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo di Treviso

siamo Lorenzo Damiano e Gloria Callarelli, candidati alle Europee 2019 con il movimento politico Forza Nuova.
Ci uniamo al coro di altre associazioni ed entità cattoliche che ci supportano.
Siamo a scriverLe da cattolici e da padri e madri di famiglia.
Come Lei ben saprà da molto tempo già con il movimento cattolico dei Pescatori di Pace, nato nel 2010, abbiamo da sempre manifestato la nostra contrarietà ad eventi drammatici e moralmente discutibili contro la famiglia naturale e contro la vita.

Siamo venuti a conoscenza del fatto che a Treviso il 29 giugno si terrà il gay pride. Un evento che non rispetta la cultura cristiana e la morale della società ma soprattutto che rischia di scandalizzare e mettere confusione in famiglie e bambini che inevitabilmente potrebbero assistere alla manifestazione. Chiediamo a Lei quale primo cittadino della Chiesa Cattolica della provincia di Treviso, di sostenerci affinchè manifestazioni, che già altrove sono state condite da atti osceni e blasfemie, siano vietate nel nostro territorio pubblico.

Eccellenza Reverendissima: siamo cristiani, annunciatori della parola di Dio e non dormienti. Il silenzio contamina l’innocenza dei bambini, che visti i tempi assorbono qualsiasi tipo di crudeltà mediatica e sociale, probabilmente anche a causa di una mancanza di noi genitori.

Ma proprio da genitori, e da fedeli, riteniamo che la chiesa di Dio debba prendere posizione non solo dunque per difendere i più deboli, in questo caso i bambini, ma anche per difendere la parola di Dio e per guidare il proprio gregge. Perchè del silenzio risponderemo davanti a Gesù. Dobbiamo quindi rimboccarci le maniche: con il battesimo diventiamo sacerdoti, re e profeti. In altre parole soldati di Cristo che è Risurrezione e vittoria sul male.

Siamo qui a chiedere con un accorato appello che il rappresentante della Chiesa della Diocesi trevigiana non solo annunci la parola di Dio per le strade ma intervenga in prima persona con tutta la Diocesi per dire no a questi eventi scadenti nelle oscenità e conditi di blasfemia.
Confidiamo in una Sua risposta e in un Suo intervento.

Con ogni migliore augurio a Sua Eccellenza Reverendissima, cordialmente.
Lorenzo Damiano
Gloria Callarelli
Pescatori di Pace-Forza Nuova

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