Home -> Prendi nota -> Giovedì al Verdi Fabrizio Gifuni racconta Aldo Moro
Fabrizio Gifuni

Giovedì al Verdi Fabrizio Gifuni racconta Aldo Moro

Aldo Moro durante la prigionia parla, ricorda, scrive, risponde, interroga, confessa, accusa, si congeda. Moltiplica le parole su carta: scrive lettere, si rivolge ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni; annota brevi disposizioni testamentarie. E insieme compone un lungo testo politico, storico, personale: il cosiddetto memoriale, con le risposte e le considerazioni alle domande poste dai rapitori.

Dopo aver lavorato sui testi pubblici e privati di Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini, con due spettacoli struggenti e feroci, riannodando una lacerante antibiografia della nazione, l’attore e autore Fabrizio Gifuni attraverso un doloroso e ostinato lavoro di drammaturgia si confronta con lo scritto più scabro e nudo della storia d’Italia e presenta in esclusiva al Teatro Verdi di Pordenone giovedì 16 maggio (ore 20.45 in sala grande) la sua personale lettura dei tragici accadimenti del maggio 1978 in “Con il vostro irridente silenzio. Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro”. E’ la prima volta in assoluto che questo spettacolo-studio approda in un teatro dopo aver aperto lo scorso anno il Salone del libro.

Si tratta del quarto e ultimo appuntamento con la sezione “Tra letteratura e teatro”, un progetto speciale curato dalla consulente artistica per la prosa Natalia Di Iorio – che ha presentato anche inedite proposte produttive – promosso in sinergia con pordenonelegge, il sostegno di Fondazione Friuli e la media partner Radio3 Rai.

Con la collaborazione drammaturgica di Christian Raimo e la consulenza storica di Francesco Biscione e Miguel Gotor, la nuova prova d’attore e autorale di questo fuoriclasse della recitazione si confronta adesso con una materia ancora viva, un grande mistero irrisolto della storia più recente, forse la chiave di volta per comprendere un trentennio della vita repubblicana del nostro paese.

Le lettere e il memoriale sono le ultime parole di Moro, l’insieme delle carte scritte nei 55 giorni della sua prigionia: quelle ritrovate o, meglio, quelle fino a noi pervenute. Un fiume di parole inarrestabile che si cercò subito di arginare, silenziare, mistificare, irridere. Moro non è Moro, veniva detto. La stampa, in modo pressoché unanime, martellò l’opinione pubblica sconfessando le sue parole, mentre Moro urlava dal carcere il proprio sdegno per quest’ulteriore crudele tortura.

A distanza di quarant’anni il destino di queste carte non è molto cambiato. Poche persone le hanno davvero lette, molti hanno scelto di dimenticarle. I corpi a cui non riusciamo a dare degna sepoltura tornano però periodicamente a far sentire la propria voce. Le lettere e il memoriale sono oggi due presenze fantasmatiche, il corpo di Moro è lo spettro che ancora occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre.

Lo spettacolo avrà inizio alle 20.45, teatro aperto dalle 19 con il Caffè Licinio, pronto a presentare un menù da dagustare prima dello spettacolo. Abbonamenti: “Tra letteratura e Teatro”. Info e biglietti in biglietteria (dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 il giorno di spettacolo dalle 16.00 no-stop fino a inizio recita Tel 0434 247624) e on-line www.comunalegiuseppeverdi.it

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*