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Il Tram per Favaro

Anziana in Tram cade e si frattura 6 costole: ora cerca testimoni

Il tram “inchioda” e lei rovina sul pavimento fratturandosi sei costole, ma ad Actv l’incidente non risulta.
Di qui l’appello per trovare testimoni.

A lanciarlo una settantenne di origine moldava residente a Carpenedo e Studio 3A-Valore S.p.A, che la assiste.
Il 18 ottobre del 2018, alle 11 di mattina, la signora prende il tram per Favaro.
Dieci minuti dopo, al semaforo vicino alla fermata Volturno, l’autista frena bruscamente per non investire due persone in bici.

La passeggera, che si trova in piedi, pur sorreggendosi a uno degli appositi sostegni, cade malamente a terra.
L’impatto è violento, il dolore, soprattutto al fianco sinistro, lancinante: per alcuni minuti la settantenne non riesce ad alzarsi, al punto che diversi altri passeggeri la aiutano e le prestano i primi soccorsi.

La signora, però, per riguardo nei confronti del conducente, e pensando che si tratti solo di qualche botta, non gli segnala l’accaduto, stringe i denti, scende alla fermata Oberdan, prosegue a piedi fino in centro a Mestre e piglia l’autobus per Dolo, dove doveva recarsi.

I dolori tuttavia aumentano sempre di più, al punto da costringerla ad accedere al Pronto Soccorso della cittadina rivierasca. E qui, dopo i vari accertamenti, i sanitari le riscontrano la frattura di due costole per una prognosi di 25 giorni.

Ma non è finita: un mese dopo, alla visita di controllo, le radiografie fanno emergere come in realtà le costole rotte non siano due bensì sei.
A quasi sei mesi di distanza la malcapitata averte ancora molto male al costato, nonostante la cura con antibiotici e calcio a cui si è sottoposta.

La passeggera, attraverso il consulente personale Nicola Mezzetti, si è quindi rivolta a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito presentato una richiesta danni ad Actv.

L’azienda ha aperto il sinistro, ma poi la sua compagnia assicurativa ha negato qualsiasi indennizzo, sulla base del fatto che quel 18 ottobre ad Actv il servizio del tram risulta essersi svolto regolarmente e senza incidenti.
E a nulla è valso produrre tutti i certificati medici.

L’unica possibilità per sbloccare la situazione è di trovare qualche testimone dell’infortunio, qualcuno che quel giorno viaggiasse sullo stesso tram: anche se sono passati diversi mesi, la signora, alta un metro e sessanta, capelli castani e occhi marroni, confida che qualcuno si ricordi di lei e di quella rovinosa caduta.

Ha provato anche ad attaccare dei bigliettini alle fermate interessate, ma finora senza esito. Di qui il pubblico appello: chi avesse assistito all’episodio può contattare il numero verde di Studio 3A: 800 090210.

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