Home -> Veneto -> Padova/Risarcimento negato dopo incidente perchè non esistono cani randagi

Padova/Risarcimento negato dopo incidente perchè non esistono cani randagi

Un 19enne di Villanova, nel padovano, è caduto dallo scooter per evitare un cane poi risultato non microchippato.
Per l’Azienda sanitaria doveva avere un padrone e i danni vanno richiesti solo a lui.

“Nella provincia di Padova, diversamente da altre realtà italiane, non esistono cani randagi”: manco uno. E quello che ha provocato l’incidente e che era privo di microchip? Deve per forza avere un (qualche) padrone. E i circa 500 “quattro zampe” all’anno che vengono recuperati e affidati a terzi perché nessuno ne rivendica la proprietà?

Con questa sorprendente e (un po’ troppo) tassativa risposta circa la totale inesistenza del fenomeno del randagismo, l’Ulss n. 6 Euganea ha risposto picche alla richiesta danni presentata da Studio 3A-Valore S.p.A. per conto di un proprio giovane assistito rimasto coinvolto in un sinistro stradale accaduto lo scorso 23 agosto, poco dopo mezzanotte, lungo via Cornara, nel territorio comunale di Villanova di Camposampiero, poco distante da casa.

Il ragazzo, che ha 19 anni, stava procedendo tranquillamente con il suo scooter quando all’improvviso è sbucato un cane che gli ha tagliato la strada: ha fatto di tutto per evitarlo, ma non c’è riuscito, investendolo, perdendo l’equilibrio e rovinando malamente sull’asfalto. Per la famiglia del giovane, peraltro, si tratta di un’autentica persecuzione: lo zio è rimasto tetraplegico dopo un violentissimo schianto frontale proprio per evitare un quattro zampe.

Per fortuna il diciannovenne se l’è cavata, ma ha comunque riportato svariate lesioni, tra cui un trauma cranico semplice, abrasioni multiple agli arti e contusioni varie, soprattutto a un fianco, per una prognosi di sette giorni secondo i sanitari del Pronto Soccorso dell’ospedale di Dolo, dove il ferito è stato trasportato. E lo scooter ha subito ingenti danni materiali.

Nessun dubbio che a causare la caduta sia stato un cane: l’animale investito, purtroppo, è rimasto a terra senza vita, come hanno constatato e verbalizzato i carabinieri della stazione di Pionca, intervenuti per i rilievi, e gli stessi addetti del servizio Veterinario di Igiene Urbana dell’Ulss 6, subito contattati dai militari e intervenuti in sopralluogo. La verifica sul corpo dell’animale ha altresì consentito di appurare come non fosse “microchippato” e non sussistesse quindi alcun elemento tale da poterlo ricondurre a un eventuale proprietario.

Per questa ragione Studio 3A-Valore S.p.A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui il ragazzo si è affidato tramite il consulente personale Nicola Mezzetti, ha presentato una richiesta danni all’Azienda Sanitaria in quanto responsabile dei cani randagi presenti nel territorio di competenza.

Ma l’ufficio Affari Generali dell’Ulss ha denegato ogni responsabilità, adducendo una nota del Direttore del Servizio Veterinario di Igiene Urbana. Nel documento si chiarisce che “l’Ulss 6 garantisce il recupero dei cani vaganti sul territorio mediante un servizio h24, festività incluse”, ma si asserisce con orgoglio che “diversamente da altre realtà italiane, nella provincia di Padova non esistono cani randagi”, ricordando che “il randagismo canino prevede la presenza stabile di cani a vita libera”, mentre “nel nostro territorio ciò non costituisce carattere di permanenza”.

E quello che ha causato l’incidente, cos’era, allora? L’Azienda riconosce che “il servizio è intervento su richiesta dei carabinieri di Pionca per recuperare la carcassa dell’animale, che è risultato sprovvisto di identificativo”, ma secondo l’Ulss “la presenza di questo e altri cani vaganti” va sempre e comunque ricondotta alla “temporanea, mancata custodia dei proprietari piuttosto che ad una condizione di randagismo”. Ergo, per il Servizio Veterinario “la responsabilità di questo e di altri sinistri sul genere va attribuita al proprietario del cane, presumibilmente abitante in prossimità del luogo del sinistro, ma non certo al servizio, di fatto attento e puntuale nel recupero dei cani segnalati vaganti”.

Affermazioni che destano non poche perplessità e che non tratterranno certo Studio 3A dall’andare fino in fondo per tutelare i diritti del proprio assistito, anche perché i dati parrebbero smentire questa eccessiva sicurezza: presentando la nuova sezione “4 Zampe” dell’App SaniTap, il Servizio Veterinario spiegava che nel 2016 “sono stati ricoverati presso i canili sanitari dell’ULSS 6 Euganea un totale di 1.441 cani, dei quali 931 sono stati restituiti ai rispettivi proprietari, 368 affidati presso rifugi, 106 affidati a privati e 36 sono deceduti”. Più di un terzo non aveva proprietari.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*