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120 ingegneri lanciano la Carta di Venezia Climate Change

Il 23 luglio l’Ordine e Collegio Ingegneri Venezia hanno presentato la “Carta di Venezia Climate Change” con gli orientamenti e le azioni concrete sul tema del cambiamento climatico. Lavoro multidisciplinare, senza precedenti, realizzato da una Commissione di ingegneri esperti.

Gli ingegneri Mariano Carraro e Maurizio Pozzato, presidenti dell’Ordine e del Collegio, commentano con soddisfazione il prezioso lavoro poiché “i cambiamenti climatici sono alla base del fenomeno dell’incremento acque alte a Venezia, paradigma dei rischi che corrono tutte le aree costiere italiane e del pianeta, ma che a Venezia, per l’insieme dei suoi elevati valori ambientali, paesaggistici, culturali, storici, evocano il culmine del rischio di perdita di un patrimonio che appare a tutti come insostituibile”.

La “Carta di Venezia Climate Change” descrive lo scenario di riferimento, cioè come sta aumentando la temperatura, come si sta modificando il clima, rilevandone le cause e gli effetti.
Sono le attività umane la principale causa dell’aumento dei gas serra, che a loro volta causano l’incremento della temperatura.
Ne sono responsabili i trasporti, le attività produttive, il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti di vita e di lavoro, la produzione di energia.

Siamo davanti a una sfida difficile che comporterà una modifica radicale ai nostri stili di vita – ribadiscono gli ingegneri – tra enormi disuguaglianze sociali ed economiche si dovranno contenere e ottimizzare i consumi di energia, evitando gli sprechi.
Gli oggetti di uso quotidiano dovranno essere utilizzati più a lungo, la consuetudine dell’”usa e getta” dovrà essere rivista se non abbandonata, puntando a beni durevoli, per consentire ai nostri figli e nipoti di usufruire ancora delle risorse del pianeta.
Attualmente consumiamo più di quanto il pianeta è in grado di rinnovare.
Il giorno dell’anno in cui si supera tale limite è chiamato Earth Overshoot Day.
Nel 2019 è stato il 19 luglio.
Ciò significa che in sette mesi l’umanità consuma quello che la terra avrebbe a disposizione per un anno, sottraendo risorse a chi verrà dopo di noi.

Come affrontare la sfida per cercare di raggiungere risultati concreti?
Bisogna agire su più fronti, coordinati e intervenire sulle cause del cambiamento climatico.
Serve anche agire sugli effetti, per mitigare gli impatti, perché non si possono evitare.
Sul fronte delle cause si dovrà agire riducendo fino ad azzerarle le emissioni di CO2 in atmosfera da tutte le fonti che la producono: industria, agricoltura, allevamento, trasporti.
Un nodo fondamentale sarà costituito dalla transizione energetica.
Tra le principali priorità dei progetti di ingegneria si dovrà pensare all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio, sia pubblico che privato, per evitare le dispersioni di calore estive ed invernali. Anche il sistema dei trasporti dovrà essere fortemente modificato con l’incentivazione del trasporto collettivo, l’utilizzo di veicoli a trazione elettrica, la riduzione del pendolarismo favorendo il lavoro da casa poiché l’esperienza del Covid-19 ha dimostrato che in molte situazioni ciò è possibile.

Si dovranno piantumare grandi quantitativi di alberi nelle città e in tutto il mondo allo scopo di assorbire in modo naturale la CO2 prodotta.
La disponibilità di acqua sarà sempre più scarsa, specie in alcuni periodi dell’anno.
La gestione delle acque andrà quindi ottimizzata.

Le conseguenze più preoccupanti riguarderanno probabilmente l’innalzamento dei mari.
L’area veneta potrebbe essere davvero colpita pesantemente.

In questo scenario preoccupante, nel condividere le indicazioni dell’ONU e dell’IPCC, gli ingegneri possono avere un ruolo attivo e propositivo.

Al link qui sotto la Carta di Venezia Climate change

https://ordineingegnerivenezia.files.wordpress.com/2020/07/documento-carta-di-venezia-climate-change-web.pdf

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